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lunedì 15 dicembre 2008

Difendiamo la scuola pubblica!!!


L'Assemblea delle scuole superiori che ha partecipato al movimento contro i tagli di Gelmini/Tremonti
si dà un nuovo appuntamento prima delle vacanze natalizie:


Venerdì, 19 dicembre 2008
lezioni in piazza, musica e vin brule'

in piazza S. Carlo a Milano
si organizzano iniziative

dalle 15.30 alle 19.00


per dire ancora una volta no ai tagli alla scuola pubblica che in tre anni prevedono la sparizione di 132 mila posti di lavoro, la sparizione del tempo pieno e del tempo prolungato, l'aumento del numero degli allievi per classe, tagli ai posti di sostegno e azzeramento delle sperimentazioni.
i passi indietro annunciati dal governo sono solo apparenti, dimostrano certamente che l'esecutivo e' in difficolta', ma non hanno abrogato la legge 133 e la legge 169 che sono alla base della distruzione e della precarizzazione dell'istruzione pubblica.
se il movimento non dara' continuita' alle lotte il governo considerera' questa solo una pausa per poi completare il suo disegno che culmina con la proposta di legge aprea che mira alla privatizzazione della gestione della scuola pubblica.

invitiamo tutti a partecipare!


Assemblea delle scuole superiori

a più miti consigli ...

La mobilitazione delle scuole di questi mesi, il forte impegno dei sindacati, le prese di posizione delle conferenza stato-regioni hanno indotto il governo a più miti consigli.
Posso dire che nel testo dell’accordo proposto dal governo si riconosce una mano abile, d’altri tempi, lontana dal decisionismo brutale cui abbiamo assistito in questi mesi? “Sopire, quietare”… Anche se già oggi i toni gelminiani cambiano. Ma vediamo nel merito. Nel testo dell’accordo stilato ieri a Palazzo Chigi il governo prende tempo sulla secondaria. Slitta di un anno l’avvio della cosiddetta riforma e si accetta su questi temi il confronto. Ma solo sull’applicazione dei regolamenti, come si legge in una nota del ministero. Sarà nei prossimi mesi un terreno di impegno fortissimo per il movimento, per i sindacati, per l’associazionismo professionale, per tante scuole che sui temi della riforma della secondaria hanno, e già da tempo, elaborazione e proposte. I no in realtà, in questi mesi, li ha detti solo il governo quando ha pensato, legiferando di conseguenza, che si potesse cambiare un pezzo così importante del sistema d’istruzione (il quinquennio della secondaria superiore) solo riducendo gli orari e aumentando gli alunni per classe. E buttando nel cestino sperimentazioni, lavoro e riflessione delle scuole secondo la logica del “punto e a capo” di morattiana memoria. Senza la volontà di conoscere e di ascoltare.
E comunque restano i tagli per il personale e per il personale Ata, previsti dalla legge 133.

Segue>>>

giovedì 11 dicembre 2008

governo battuto alla Camera su 'fuga dei cervelli'

Il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini accompagnata dail sottosegretario Gianni Letta dovrebbero incontrare i sindacati della scuola giovedì a ora di pranzo a Palazzo Chigi. La convocazione dell’incontro – informale, si precisa – è arrivata solo mercoledì sera. All’incontr sarebbe stata invitata anche la Cgil, proprio il giorno prima dello sciopero generale.

All’ordine del giorno del faccia a faccia: i regolamenti attuativi della legge 137 del 2008 e del relativo piano programmatico per la scuola che i tecnici del ministero starebbero preparando proprio in queste ore. Su quattro direttrici: razionalizzazione della rete scolastica, scuola primaria, licei, istituti professionali. Da ciò che trapela sembra che la proposta del governo ai sindacati sarebbe quella di passare dal “maestro unico” della prima stesura al “maestro prevalente” il quale, si spiega ora, dovrebbe essere sempre accompagnato da un docenti di inglese e uno di religione. E ciò darebbe seguito alle assunzioni in massa di insegnanti di religione già concordate con il Vaticano.

segue su l'Unità.it

mercoledì 10 dicembre 2008

Legambiente scrive alla scuola pubblica

Cara scuola pubblica, scusaci se ti scriviamo come uno di un migliaio di circoli d’Italia. Nella nostra realtà locale abbiamo proposto un consiglio comunale monotematico, ma, purtroppo, la nostra richiesta non è stata ascoltata.

Oggi, nel campo dell’istruzione e dell’educazione si vive una campagna di denigrazione e di screditamento a livello nazionale, mentre a livello locale un silenzio assordante con cui, si intende “investire” sugli insegnanti, sulla storia e sulla cultura del nostro Paese. Il paradosso delle uscite ripetute di alcuni politicanti: dagli insegnanti fannulloni, alla “scoperta antropologica” degli insegnanti meridionali, dai cronici assenteisti agli incompetenti corresponsabili di una scuola additata come fabbrica di ignoranti con piccoli/ grandi “reati”, e per ultimo alle scarse perfomances da parte degli alunni e studenti, ha finito per oscurare il necessario dibattito intorno a questioni più complessive quali l’intero modello scolastico ed educativo o al riaggiornamento dei saperi e delle competenze.

segue>>>

sabato 6 dicembre 2008

bozza dei regolamenti di attuazione della legge 169


Il settimanale Tempi ha letto la bozza dei regolamenti di attuazione della legge 169 che il ministro Mariastella Gelmini si appresta a firmare di cui si fa notare:

N.B: le classi a tempo pieno saranno attivate “nel limite dell’organico assegnato. A livello nazionale rimane confermato il numero dei posti attivati complessivamente per l’anno scolastico 2008/2009. Ulteriori incrementi di posti per le stesse finalità possono essere attivati, in sede di definizione degli organici, sulla base di economie realizzate ad altro titolo”. Il che significa che per l’a.s. 2009/10 il numero di classi a tempo pieno rimane l’attuale; per i successivi i risparmi eventualmente realizzati saranno utilizzati per incrementarlo. Inoltre la bozza specifica che “Per la determinazione dell’organico di dette classi è confermata l’assegnazione di due docenti per classe. Ai fini di una maggiore diffusione del tempo pieno si procede alla riduzione delle compresenze e all’impiego delle disponibilità orarie così realizzate”. Il che significa che l’attuale divisione dell’orario cattedra nelle classi a tempo pieno viene mantenuta (e anzi consacrata, dato che fino a ora i due docenti per classi erano una consuetudine, non sancita da alcuna norma); solo vengono eliminate le due ore settimanali - due - in cui entrambi i docenti erano in classe insieme.

giovedì 4 dicembre 2008

Debolezze del ministro e forza del movimento

di Mario Piemontese

Il 2 dicembre, in occasione della discussione del Piano programmatico in VII Commissione Cultura del Senato, il ministro Gelmini ha messo in scena la solita farsa.
L’esordio del suo discorso è stato a dir poco raccapricciante: “la razionalizzazione delle spese rappresenta una necessità, indispensabile e propedeutica per la riforma, anche alla luce delle più recenti tragedie”.
In poche parole il ministro sostiene che la tragedia di Rivoli sia stata causata dall’eccessiva quantità di personale scolastico: secondo la Gelmini con 132.000 dipendenti in meno gli edifici scolastici saranno più sicuri!
[...] La Gelmini ha capito che genitori, insegnanti e studenti non sono dalla sua e vuole quindi bloccare tutto fino a quando non potrà imporre per legge la sua riforma. In questo modo però non si è accorta di aver mostrato tutte le sue debolezze.
leggi il seguito>>>

Anche al Senato parere favorevole condizionato


Anche la commissione istruzione del Senato si spacca.
La maggioranza esprime parere favorevole con alcune condizioni;
l'opposizione parere contrario
Leggi il parere di approvazione e proposta di parere contrario sul
sito di ReteScuole

lunedì 1 dicembre 2008

Modelli organizzativi e offerta formativa delle scuole

di G. Gandola e F. Niccoli

Il tempo delle iscrizioni alle future classi prime si sta avvicinando e dirigenti scolastici e collegi docenti si pongono il problema di quali modelli orari e organizzativi presentare ai genitori per il prossimo anno scolastico. La questione è complicata dal fatto che siamo nel bel mezzo di una “riforma” avviata, la cosiddetta riforma Gelmini, i cui contorni però sono tutt’altro che definiti, in particolare per quanto riguarda la scuola primaria ove si prospetta un vero e proprio stravolgimento del suo assetto di base. Cerchiamo di fare allora il punto della situazione, sottolineando quel che c’è – sul piano normativo – e quel che non c’è ancora ma che ci potrebbe/dovrebbe essere. Quindi, quali sono gli spazi di movimento consentiti nell’attuale contesto legislativo.

Il quadro normativo.

Innanzi tutto abbiamo due leggi formalmente approvate dal parlamento. La prima è la legge n.133 del 6 agosto 2008 (conversione del decreto legge n.112) che riguarda il contenimento della spesa pubblica. L’art.64 - che stabilisce l’obiettivo primario del risparmio di 8 miliardi di euro nel settore dell’istruzione - prevede che il Ministro dell’Istruzione e il Ministro dell’Economia congiuntamente predispongano un Piano programmatico di interventi di razionalizzazione (comma 3). Questo Piano è stato presentato in data 26 settembre. Per l’attuazione dello stesso dovranno essere adottati uno o più regolamenti (comma 4, art.64).
Abbiamo poi la legge n.169 del 30 ottobre 2008 (conversione del Dl n.137) che – sempre nell’ambito degli obiettivi di razionalizzazione di cui all’art.64 - all’art.4 prevede ulteriormente la reintroduzione dell’insegnante unico nella scuola primaria. Quindi la fine dell’attuale organizzazione modulare. Nello stesso articolo si dice che nei regolamenti si terrà conto “delle esigenze delle famiglie di una più ampia articolazione del tempo scuola”.

Segue sul sito di Scuola Oggi>>>

venerdì 28 novembre 2008

Piano programmatico: parere favorevole alla camera

  1. Non c'è alcun risparmio con l'introduzione del maestro unico nelle scuole elementari e addirittura la prima conseguenza saranno «oneri aggiuntivi» collegati all'allungamento dell'orario di docenza che passerebbe da 22 a 24 ore settimanali. A dirlo non sono i «facinorosi» dell'Onda ma è quanto si legge nel documento approvato ieri in Commissione Bilancio della Camera che ha comunque dato il suo «parere favorevole» al Piano programmatico di attuazione dei decreti Tremonti e Gelmini. «Le economie di spesa conseguenti al modello del maestro unico - si legge - risultano allo stato non quantificabili e, nel momento in cui verranno conseguite, ridurranno l'incidenza degli altri interventi indicati nel Piano programmatico. In ogni caso l'onere derivante dall'introduzione dell'insegnante unico è stimato inferiore ai risparmi realizzabili in applicazione del nuovo modello didattico-organizzativo».
  2. "...è confermata la possibilità di ottenere una riduzione complessiva di 11.200 unità di personale a seguito della graduale eliminazione dei posti di specialista di lingua inglese nella scuola primaria in quanto in tale ordine di scuola, in base alla normativa vigente, l'insegnamento della lingua inglese non può che essere impartito dagli insegnanti della scuola primaria in possesso della specifica qualificazione; all'attività di formazione linguistica obbligatoria prevista dal Piano per i docenti della scuola primaria sono destinate le risorse già stanziate allo scopo e ripartite..."

Leggi il documento


martedì 25 novembre 2008

la Regione Emilia-Romagna si è schierata compatta contro i tagli

Marco Monari (Presidente del Gruppo Pd Regione Emilia-Romagna)
Perché riformare ciò che funziona?
Con la riforma Gelmini sulla scuola italiana milioni di bambine e bambini, il futuro del nostro Paese, diventano semplicemente un numero in una casella. E’ questa la conclusione, sconsolante, alla quale si arriva leggendo il conto dei tagli annunciati dal Ministro dell’Istruzione. 87mila docenti e 43mila tra personale Ata e tecnici in meno. Almeno 4mila istituti scolastici a rischio chiusura, soprattutto nei piccoli comuni. Blocco del ricambio del personale docente: i giovani precari della scuola rimangono fuori. Riduzione del numero degli insegnanti di sostegno. Devastazione dei progetti di qualificazione scolastica, del lavoro di integrazione per gli studenti stranieri. Un taglio di 8 miliardi di euro in tre anni. Ritorno al maestro unico.
....segue>>

Paola Manzini * (Assessore alla scuola della Regione Emilia-Romagna)
Tagliare nella scuola significa tagliare le gambe al futuro
... Nei giorni scorsi il Ministro ci ha detto quanto investirà nella scuola pubblica la mano sinistra del Governo, tacendo però sul fatto che con la mano destra ne taglierà approssimativamente quattro volte tanto. A suo tempo, il superamento della figura del maestro unico venne accompagnato da un approfondito dibattito pubblico che coinvolse famiglie, mondo della scuola, pedagogisti, mentre oggi si procede con grande disinvoltura con un decreto che metterà fine ad un’esperienza che ha elevato i livelli di apprendimento dei bambini e ridotto le disuguaglianze sociali.
.... segue>>>

Gabriella Ercolini (Consigliera regionale Partito Democratico - Emilia-Romagna)
Alla Gelmini non interessa la qualità della scuola, ma pensa solo a fare cassa
... Non neghiamo certo i problemi seri che la scuola deve affrontare, ciò che contestiamo è la efficacia della risposta che il governo intende dare. La proposta della Gelmini sposta infatti il suo intervento verso contenuti assolutamente sbagliati che vengono di fatto identificati come le cause di tutte le questioni aperte nella scuola: troppi insegnanti, il voto in condotta, l’orario scuola, la valutazione numerica. In tutto il decreto non c’è un solo elemento propositivo per lo sviluppo degli apprendimenti: niente sulla ricerca didattica, sulla qualificazione professionale dei docenti e sulla stessa organizzazione della scuola. Cioè sulla qualità, che è la vera necessità della scuola italiana.
...segue>>>

Laura Salsi (Consigliera regionale Partito Democratico - Emilia-Romagna)
Maggioranza compatta contro i tagli alla scuola
... La maggioranza di centrosinistra che governa la Regione Emilia-Romagna si è schierata compatta contro i tagli annunciati dal ministro Gelmini, attraverso una risoluzione che è stata approvata dall’Assemblea legislativa del 23 settembre scorso. Come ho avuto modo di sottolineare in aula presentando il testo della risoluzione, in questo modo le forze politiche di centro sinistra hanno inteso schierarsi a fianco delle famiglie e dei lavoratori (che vengono colpiti pesantemente dai cambiamenti del sistema scuola) chiedendo ampie consultazioni sulla riforma.
...segue>>>

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giovedì 20 novembre 2008

Uno sguardo anche al voto "numerico"

Parole e numeri, giudizi e voti

Nel decreto 137 e nella successiva l. 169/2008 l’attenzione generale è stata calamitata dal cosiddetto “ritorno al maestro unico”. Ma anche nella valutazione i “ritorni” non sono irrilevanti.
Esprimo qualche avviso intorno alla valutazione degli alunni, con riferimento anche a quella secondo parole e giudizi o secondo numeri e voti. Sono considerazioni personali dovute sia alle ricerche e agli studi cui ho partecipato sia al mio trascorso mestiere di maestro e di professore. Dirò pure di quelli che mi sembrano essere i vantaggi e gli svantaggi di entrambe le formalizzazioni del valutare.

Parola e numero

La prima differenza è inerente alla tipologia formale dello strumento. Penso che, nei confronti dei genitori e degli stessi ragazzi (o anche di noi stessi), non ci si possa nascondere dietro il velo del voto né, nei giudizi, dietro un gergo "tecnico". E' noto che un linguaggio non é solo confezionamento esterno di un prodotto; fa il prodotto stesso. Si dice quel che il linguaggio adottato ci fa dire e la sua identità o anonimia fanno la valutazione.
La parola è intimamente situata nella storia, esprime dei volti e delle relazioni intersoggettuali, contiene (e normalmente esplicita) margini di polivalenza, di ambiguità, di in-definizione; delimita debolmente un campo semantico elastico, agile, variabile; accorda crediti; concede proroghe. La parola apre, espone; attrae il soggetto verso l’intero campo del possibile.
Il numero è normalmente percepito come in una bolla sospesa dalla storia, “nome” di qualcosa di oggettivo, forma stabile di identità permanenti, sovrapponibili e interscambiabili; è percepito o almeno presentato come indipendente da chi enumera, univalente e univoco, preciso, esattamente definito, inelastico, inflessibile. Riflette –si opina- quel che c’è al momento e basta; è dichiaratamente aintenzionale e “protettivo” dell’esistente e –da solo- archiviativo del possibile.

Comunque, atti linguistici

Il rispettivo potenziale del numero e della parola si riflette sul giudizio e sul voto.
Essenzialmente, il giudizio guarda in volto ed esprime il “come ti vedo”, il voto guarda il prodotto e aspira a riprodurre il “cosa vale il tuo agire”.

SEGUE>>> sul sito di ScuolaOggi


Il Tempo Pieno finanzia le 40 ore

Martedì 18 novembre l’onorevole Valentina Aprea ha presentato in VII Commissione Cultura e Istruzione della Camera il testo della proposta di parere favorevole al Piano programmatico. Il testo prima del voto subirà probabilmente qualche modifica, ma non cambierà nella sostanza.

Il parere, in quanto favorevole, non mette in discussione il taglio di 8 miliardi in tre anni previsto dall’articolo 64 del decreto legge n. 112/08 convertito nella legge 133/08, e di conseguenza il taglio di 132.000 posti di lavoro. Per evitare equivoci deve essere chiaro che non si potrà parlare di vittoria del movimento fino a quando il Governo non deciderà di abrogare tale articolo, la legge n. 169/07, conversione in legge del decreto legge n. 137/08, e l’articolo 3 del decreto legge n. 154/08, nonostante le modifiche apportate dal Senato.

Il testo della proposta di parere prevede una serie di condizioni che all’atto della presentazione il sottosegretario Giuseppe Pizza, a nome del Governo, ha ritenuto condivisibili.

Vediamo di cosa si tratta scegliendone alcune.

Per la scuola primaria sono diverse le richieste rivolte al Governo.

LEGGI IL SEGUITO DEL'INTERVENTO

LEGGI
UN'ITEGRAZIONE ALL'INTERVENTO

mercoledì 19 novembre 2008

un sabato a Milano all'insegna delle iniziative



20 novembre 1989 L’ONU APPROVA LA
CONVENZIONE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA
Ratificata dall’Italia con legge 176 del 1991

Articolo 28. Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo all'educazione… rendono l'insegnamento primario obbligatorio e gratuito per tutti;

Sabato 22 e Domenica 23 Novembre

PARCO TROTTER A MILANO

CRESCERE DIRITTI
GRANDE FESTA DEI DIRITTI DI TUTTI I BAMBINI

Scarica il programma da diffondere
(account name e password ambedue vivalascuola)


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UNA DIMOSTRAZIONE MOLTO SONORA
PER UNA SCUOLA DI QUALITA'


Sabato 22 Novembre 2008

Genitori, bambini, insegnanti e cittadini milanesi
venite a cantare insieme a noi
con musicisti, coristi e orchestrali la
"Marcia trionfale dell'Aida"



alle COLONNE DI SAN LORENZO (zona 1) ore 16.30 - 17.30
in PIAZZA OBERDAN (zona 3) ore 16.30 - 17.30
in LARGO MAHLER (zona 5) ore 14.00 - 15.00
in PIAZZA GERUSALEMME (zona 8) ore 16.30 - 17.30

Scaricate il volantino da diffondere
(account name e password ambedue vivalascuola)


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I DOCENTI DELLE SCUOLE SUPERIORI
IN DIFESA DELLA SCUOLA PUBBLICA
invitano gli studenti e i genitori a partecipare
alle seguenti lezioni all'aperto il giorno

Sabato 22 Novembre 2008
alle ore 15,00 in Piazza della Scala a Milano


INFO


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lezioni in piazza

Sabato 22 Novembre 2008

dalle ore 15,00 alle ore 18.00
in Piazza Carrobiolo a Monza


coordinamento monzese in difesa della scuola pubblica







Tempo pieno, un rebus irrisolto

Rebus è parola latina che significa legata alle cose. Nella enigmistica,” rebus “ è un gioco spesso abbinato ad una vignetta da interpretare per ricavare la frase risolutiva.
Ebbene se noi prendiamo il tempo pieno nella scuola primaria così come uscito dagli atti parlamentari di questa legislatura, quello del Piano programmatico applicativo dell’art.64 della L.133/08 compresa la relazione tecnica illustrativa nonché dalle reiterate prese di posizioni del Ministro, eccoci di colpo proiettati al cuore del cosiddetto “triangolo brighiano”, un rebus che a tutt’oggi rimane irrisolto perché “le cose” che fanno da sfondo non riescono a darci la frase risolutiva.

Non ce la dà la legge n.169/08 (ex decreto-Gelmini) con tutte le ambiguità che si trascina sul maestro unico (art.4 ) e sulla “ più ampia articolazione del tempo-scuola”.

I regolamenti su questo punto non si conoscono ancora mentre dalla bozza del Piano all’esame delle Commissioni parlamentari i tagli e le riduzioni riguarderebbe esclusivamente il tempo modulare con esclusione del tempo pieno. Il Ministro Gelmini addirittura rincara la dose, spergiurando che il tempo pieno aumenterà coi docenti risparmiati sui moduli . Ma è tempo pieno o qualcos’altro quello che ha in mente il Ministro? L’asse portante della sua riforma, il maestro unico, si applicherà anche al tempo pieno o né resterà fuori ? Sono domande alle quali la legge 169 non dà risposte anche perché non parla affatto del tempo pieno.


Leggi tutto l'articolo di Pippo Frisone da ScuolaOggi


martedì 18 novembre 2008

importante delibera del Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione

Il CNPI, il massimo organo collegiale nazionale, riunito in seduta plenaria, ha approvato all'unanimità un ordine del giorno, proposto dal consigliere FLC Cgil Mario Battistini, che nei fatti sconfessa tutto l'operato del Governo sulla cosiddetta riforma della scuola.

Il giudizio negativo è a 360 gradi, infatti il CNPI esprime dissenso per l'entità e le modalità della manovra finanziaria che riduce quantità e qualità dell'offerta formativa, giudica pregiudiziale a qualunque cambiamento il confronto democratico con la scuola, chiede la revisione della norma sul maestro unico e rivendica il diritto dovere ad un suo coinvolgimento in tutti i processi decisionali.

Una delibera con cui il Ministro della pubblica istruzione dovrà confrontarsi, un atto di pesante condanna politica che non può rimanere lettera morta e che conferma in pieno le ragioni della grande mobilitazione sindacale.

Leggi >>>

venerdì 14 novembre 2008

lettera dall'Onda

Siamo figli e genitori, insegnanti e studenti, lavoratori strutturati e precari.
Siamo il presente e siamo il futuro. Siamo quelli delle lezioni in piazza e delle occupazioni di questi giorni; quelli delle lettere, dei comunicati, delle e-mail; siamo quelli dei cortei spontanei e non autorizzati. Siamo quelli che discutono con i rettori e quelli che li contestano.
Siamo un movimento multiforme e colorato; pacifico e determinato; radicale e dialogante.
Siamo quelli che dalle materne all’Università dicono: NO GELMINI!
Noi siamo tutte queste cose insieme.

Non ci sentiamo rappresentati da alcuna forza politica del nostro Paese, ma quello che facciamo riguarda tutti.

Se ci rivolgiamo direttamente a te è perché siamo convinti che giornali e televisioni non rappresentino realmente le ragioni della nostra protesta.

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giovedì 13 novembre 2008

22, 24, 27, 30 o 40 ... ma diamo i numeri?

di Susanna Filoni

A seguito della L. 169, l'orario settimanale delle lezioni delle future classi prime sarà di 24 ore.
Nella scuola modello-ipermercato, già prefigurata dalla riforma Moratti e riproposta dal comma 1 dell'art. 4 della L.169 di recente approvata, l'utenza potrà richiedere “una più ampia articolazione del tempo scuola”.
La richiesta delle famiglie di un ampliamento dell'orario settimanale sarà la condizione necessaria, ma non sufficiente: occorrerà tenere conto anche della “dotazione organica assegnata alle scuole” (Schema di Piano Programmatico).
Siamo tutti in attesa di vedere come i nostri governanti “essenzializzeranno” le discipline, per capire qualcosa di più di questa scuola delle 24 ore che ci riporta al secolo XIX. Nel frattempo, non sappiamo trattenerci dal riflettere su ciò che, per ora, ci è stato dato conoscere, in verità non molto e parecchio confuso.
L'ipotesi che la maggioranza dell'utenza richieda un orario superiore alle 24 ore settimanali previste dalla L. 169/08 ci pare quasi scontata, altrimenti non si spiegherebbero le vivaci proteste delle famiglie.
Meno scontata negli anni a venire, molto meno scontata, invece, la disponibilità delle risorse in organico.
In base al richiamato Decreto Legislativo 59/2004 firmato Moratti, ammessa la coesistenza delle due condizioni – domanda dell'utenza e disponibilità di risorse - le future classi prime potrebbero funzionare con orari di:
- 27 ore settimanali, cioè 891 ore nude e crude distribuite in 33 settimane;
- 30 ore settimanali; cioè 891 ore + ulteriori 99 ore annue (pari a 3 ore settimanali in + per 33 settimane) riservate ad attività e insegnamenti facoltativi e gratuiti per gli alunni;
- 40 ore settimanali (990 ore + ulteriori 330 ore annue per l'assistenza durante la mensa e per il dopo mensa, cioè 30 ore + 10).

SEGUE>>>

venerdì 7 novembre 2008

E ora che fare? Calma e gesso

Dopo la conversione in legge del decreto n.137 e le grandi mobilitazioni dei giorni scorsi nel mondo della scuola e tra genitori e insegnanti una domanda è ricorrente: e adesso che si fa?
Naturalmente c’è già chi pensa di mettere il carro davanti ai buoi, come si suol dire. In provincia di Milano qualche dirigente scolastico (per la verità pochi) ha già annunciato che presenterà ai genitori delle future prime elementari il modello basato sul maestro unico. Qualcuno addirittura (ma qui si tratta di casi patologici) ha sostenuto pubblicamente che darà avvio alle classi ponte per i bambini stranieri mettendo in atto una semplice “mozione”, quella contestatissima presentata dall’on. Cota (con quali risorse tra l’altro, in assenza della definizione degli organici, non è dato sapere…). Qualcun altro sta già parlando di rivedere i curricoli vigenti, i piani di studio e i relativi quadri orari. Ma, si sa, gli yesman esistono da sempre e c’è sempre qualcuno più realista del re.

Ma la domanda - che genitori e docenti pongono nel corso delle innumerevoli riunioni e assemblee pubbliche di questi giorni - resta: che fare, ora?
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SEGUE>>>>

mercoledì 5 novembre 2008

Manifestazione a Milano

Venerdì, 7 Novembre 2008
è previsto un corteo di protesta contro le politiche dell'attuale Governo
in materia di Istruzione Pubblica (leggi 133 e 137):
il concentramento è previsto
in Piazza Cairoli alle 9.30
con pre-raduni alle 8.30 davanti alle principali sedi universitarie

I mali dell'università

… i danni del dl 133 e possibili soluzioni, in una lettera di eccezionale chiarezza del Rettore del Politecnico di Milano; Michele Corsi ci dice perché siamo solo all’inizio; inoltre confronti, segnalazioni, informazioni, appelli.

Il decreto Gelmini è stato approvato (qui un’esposizione dettagliata), la ricetta di Cossiga è stata messa in pratica (qui una testimonianza), mentre il ministro Maroni ha una nuova ricetta. Il 30 ottobre la scuola ha scioperato e più di un milione di disinformati facinorosi sono scesi in piazza. Il Presidente si scandalizza e dice che bisogna aumentare i fondi alla scuola privata, si scandalizzano anche gli insegnanti, che guadagnano un aumento contrattuale di 61 euro lordi. Intanto alcuni pensano a un referendum abrogativo, l’università si prepara a scioperare il 14 novembre e in tanti dicono che il bello viene adesso. Anche il ministro Gelmini, che annuncia prossima una riforma dell’università. E sarebbe il caso di cominciare a dare un’occhiata alla proposta di legge Aprea n. 953
...
leggi il resto dell'articolo sul sito di "la poesia e lo spirito"