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mercoledì 14 gennaio 2009

"Grazie all'autonomia difendiamoci dalla Gelmini"

dal Comitato genitori insegnanti per la scuola pubblica:

Lettera aperta ai Presidenti e membri dei Consigli di Istituto e rappresentanti dei genitori nelle scuole elementari di Padova e provincia

Il Consiglio dei Ministri ha approvato la bozza di schema di regolamento "Revisione dell'assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione ai sensi dell'art.64 del Dl n.112/2008", già presentata alle Regioni.

Questa volta occorre riconoscere che - per quanto riguarda la scuola primaria - molte nebbie si sono diradate e che le recenti dichiarazioni del Ministro Gelmini hanno avuto un seguito. Ma vediamo di sottolineare, in sintesi, alcuni passaggi significativi.

1. Innanzi tutto è chiaro che "il tempo scuola della primaria è svolto secondo il modello dell'insegnante unico o prevalente che supera il precedente assetto del modulo e delle compresenze" (art.4, comma 3). Senza ombra di dubbio, questo è il modello pedagogico di riferimento della scuola elementare. Si decreta pertanto la fine dell'organizzazione modulare, vale a dire del modello introdotto dalla legge di riforma n.148/1990, fondato sul gruppo docente e sulla suddivisione degli ambiti disciplinari.

2. C'è da rilevare, rispetto alle bozze precedenti, che questo vale non solo per le classi prime a.s. 2009/2010, ma anche per le altre classi. Le classi successive alla prima - dice il 4° comma dell'art.4 - funzionano secondo i seguenti modelli orari: a) 27 ore, secondo quanto previsto dal decreto lgs.n.59/2004 (Moratti), senza compresenze; b) 30 ore, comprensive delle attività opzionali-facoltative (decreto Moratti), senza compresenze e nei limiti dell'organico assegnato per l'a.s. 2008/2009. Questo vuol dire che in tutti i modelli orari, siano essi a 24, a 27 o a 30 ore, non essendo più previste le compresenze dei docenti, l'insegnante è unico e/o prevalente. Di fatto il tempo scuola dei moduli (27-30 ore di scuola) resta ma cambia la sostanza, l'assetto organizzativo: non c'è più la pluralità docente, non c'è più il & ldquo;modulo". Questo è dunque il dato saliente, l'aspetto principale delle modifiche introdotte dal regolamento.

3. L'altra articolazione dell'orario prevista è quella delle 40 ore "corrispondenti" al tempo pieno, nei limiti dell'organico assegnato per l'a.s. 2008/09 (comma 4, art.4), senza compresenze. Si precisa che le classi a tempo pieno sono attivate a richiesta delle famiglie, sulla base di uno specifico progetto formativo e delle disponibilità di organico, nonché in presenza delle necessarie strutture e servizi. Per la determinazione dell'organico di dette classi è confermata l'assegnazione di due docenti per classe (comma 7, art.4).

4. Par di capire che il tempo pieno (senz'altro inteso come "40 ore") verrà garantito come una sorta di riserva indiana ove è presente, senza compresenze dei docenti, dato non irrilevante, essendo le compresenze un elemento essenziale del tempo pieno, il "valore aggiunto" che contraddistingue le migliori esperienze di questo modello scolastico consentendo attività di recupero per gruppi di alunni, classi aperte, attività laboratoriali, uscite didattiche, ecc.

5. Il riferimento al DPR n.275 del 1999, Regolamento sull'autonomia scolastica, pur presente in premessa, di fatto è sostanzialmente ignorato e/o contraddetto. Il ministero non si limita ad assegnare alle scuole un organico docenti sulla base del tempo scuola che si intende effettuare, ma indica anche il modello didattico - organizzativo da adottare (il maestro prevalente). Questo rappresenta uno sconfinamento di campo evidente rispetto a quanto prevede il Regolamento sull'autonomia scolastica, secondo il quale è competenza esclusiva delle scuole stabilire le modalità di impiego dei docenti (organizzazione didattica, suddivisione degli insegnamenti e degli ambiti disciplinari, ecc.).

Come genitori di bambini che frequentano la scuola primaria e come insegnanti che in tale scuola lavorano siamo molto preoccupati per quel che accadrà dal prossimo anno.
Attivi dal mese di ottobre (clicca qui per accedere al nostro sito) il comitato vuole raggiungere chi ancora non ha avuto una corretta informazione.

E' importante ricordare che i Regolamenti non possono sovrastare il diritto/dovere degli organi collegiali definito dall'autonomia scolastica. Diventa strategicamente importante che l'offerta formativa che le scuole presenteranno alle famiglie per le nuove iscrizioni siano le 30 e le 40 ore con le compresenze.
Questa cosa diventa addirittura essenziale per quelle scuole che, a Padova e provincia, funzionano con il cosiddetto modello a "tempo lungo"; tale modello sfrutta le potenzialità delle compresenze del modulo 3 per 2 per garantire la copertura per quattro o cinque giorni dei tempi mensa; se le compresenze scompariranno non ci sarà più la possibilità di avere tempi mensa e conseguente attività anche in orario pomeridiano.

Ma l'offerta formativa, ai sensi delle leggi vigenti (DPR n. 275/99), viene deliberata dal Consiglio d'Istituto sulla base della proposta del Collegio dei Docenti. Per questi motivi riteniamo ci siano le possibilità di organizzare in tutte le scuole di Padova e provincia una campagna per difendere l'attuale offerta oraria e di organizzazione per l'anno 2009/10, azione basata su modalità condivise di informazioni e su moduli di iscrizione da fornire alle famiglie che rendano impraticabile la controriforma Gelmini (clicca qui per scaricare i moduli per chiedere la conferma dell'offerta oraria).

Per predisporre questo percorso abbiamo organizzato venerdì 9 gennaio 2009, ore 20.45 presso la scuola elementare Valeri, via Monte Santo 24 (quartiere Palestro) un primo incontro di lavoro rivolto a tutti iPresidenti e membri dei Consigli d'Istituto e rappresentanti di classe. Lavoriamo insieme.

Carlo Salmaso e Michela Bertazzo - Comitato genitori insegnanti per la scuola pubblica


martedì 18 novembre 2008

Ecco perché io, insegnante precario, protesto

Sergio Catalano, 30 anni, maestro elementare siciliano insegna nella scuola A.L. Moro di San Vito al Tagliamento in provincia di Udine. Contrario alla legge Gelmini appena varata, scrive al Direttore, argomentando punto per punto le contestazioni al provvedimento.

Egregio Direttore,
Sono un insegnante che aderisce allo sciopero proclamato dai sindacati contro la riforma della scuola contenuta nel decreto Gelmini approvato ieri. La mia contrarietà al decreto Gelmini scaturisce da motivazioni di ordine pedagogico-didattiche che vorrei spiegare e argomentare e elencandole qui di seguito:

Maestro unico - Il ritorno al maestro unico è una perdita di risorse a favore degli alunni, infatti, la personalizzazione dell’insegnamento, obiettivo già presente nella riforma Moratti, con il maestro unico diventerà un obiettivo sempre più lontano da potersi attuare. Un solo insegnante sarà difficile che possa seguire con attenzione un‘intera classe di bambini dai sei ai dieci anni. L’attenzione dei bambini, sempre più scarsa in queste ultime generazioni, condiziona l’apprendimento e sempre di più gli alunni hanno la necessità di essere seguiti singolarmente dagli insegnanti della classe. Inoltre, soprattutto nelle prime classi della scuola primaria, i livelli di maturità degli alunni sono differenti e alcuni bambini manifestano difficoltà a seguire il lavoro dell’intera classe e necessitano dell’intervento individualizzato dell’insegnante. Come sarà possibile senza compresenze garantire questo fondamentale diritto?

SEGUE>>>

venerdì 14 novembre 2008

lettera dall'Onda

Siamo figli e genitori, insegnanti e studenti, lavoratori strutturati e precari.
Siamo il presente e siamo il futuro. Siamo quelli delle lezioni in piazza e delle occupazioni di questi giorni; quelli delle lettere, dei comunicati, delle e-mail; siamo quelli dei cortei spontanei e non autorizzati. Siamo quelli che discutono con i rettori e quelli che li contestano.
Siamo un movimento multiforme e colorato; pacifico e determinato; radicale e dialogante.
Siamo quelli che dalle materne all’Università dicono: NO GELMINI!
Noi siamo tutte queste cose insieme.

Non ci sentiamo rappresentati da alcuna forza politica del nostro Paese, ma quello che facciamo riguarda tutti.

Se ci rivolgiamo direttamente a te è perché siamo convinti che giornali e televisioni non rappresentino realmente le ragioni della nostra protesta.

SEGUE>>>

giovedì 13 novembre 2008

e vai con i licei ...

Lettera aperta alla Gelmini-collegio docenti liceo Volta Milano

Milano, 11 novembre 2008


Lettera aperta al Ministro della Pubblica Istruzione,
Onorevole Mariastella Gelmini, e all’opinione pubblica italiana

Onorevole Ministro Gelmini,
Le scriviamo a nome del Collegio Docenti del Liceo Scientifico Statale “A. Volta” di Milano per proporLe alcune riflessioni che nascono dalla nostra esperienza di insegnanti.


• Ogni riforma necessita di adeguati tempi di riflessione

Siamo stupiti dal fatto che, a soli sei mesi dall’insediamento del Governo di cui Lei è esponente, già si siano prodotti decreti e progetti sulla scuola di tale rilevanza. Ci pare irrealistico che in un tempo così breve si sia potuta conoscere e comprendere a fondo una realtà complessa come quella della scuola.
Vorremmo chiarire subito un punto: non intendiamo opporci in modo pregiudiziale a qualunque cambiamento poiché condividiamo l’idea che la scuola italiana necessiti di riforme e di miglioramenti. Ci delude però il fatto che questi progetti siano stati formulati senza ascoltare chi nella scuola lavora ogni giorno.
Una riforma frettolosa rischia di essere inadeguata, soprattutto se viene imposta senza il consenso di chi la dovrà concretamente realizzare.

Segue>>>

Leggi anche:
"Riforma Gelmini alle superiori" e "La riforma delle superiori è alle porte"

lunedì 10 novembre 2008

Dalla Val di Susa ... con amore

Lettera aperta agli studenti, ai precari, agli insegnanti, ai genitori impegnati nella difesa di un bene comune: la scuola e l'università

Vi abbiamo visto nelle strade e nelle piazze delle nostre città. Abbiamo incrociato i vostri sguardi e abbiamo ritrovato la nostra determinazione: quella di chi non cerca un privilegio ma con il proprio impegno difende l'oggi di se stesso e il domani di tanti altri.

Siamo donne e uomini di Vicenza, della Val di Susa e di tante altre realtà riunite nel Patto di Mutuo Soccorso mobilitate in maniera permanente per difendere la nostra terra e la nostra acqua, le nostre città, le nostre valli e il nostro futuro: che si tratti di nuove basi militari, di nuove linee ad alta velocità, di nuove discariche e nuovi inceneritori, di sorgenti svendute al miglior offerente o di quant’altro poco cambia: beni comuni sottratti alla collettività, spazi di democrazia cancellati.

... SEGUE>>>>

mercoledì 5 novembre 2008

La parola alle maestre III


«La semplicità del passato non c'è più»

Cari genitori preoccupati ecco perché protestiamo.


Care mamme e cari papà, sappiamo che molti di voi faticano a comprendere il nostro disaccordo sui cambiamenti previsti dalla ministra Gelmini. Gli organi di informazione danno notizie contrastanti e i nostri governanti tentano in ogni modo di tranquillizzare le famiglie. Abbiamo deciso perciò di scrivervi per spiegarvi il nostro punto di vista. Prima di tutto vi invitiamo a ricordare che ogni cambiamento va valutato in relazione alla realtà in cui è inserito.
Oggi le bambine e i bambini sono molto diversi da ciò che eravamo noi da piccoli e anche la relazione tra noi - educatrici, educatori, madri e padri - e loro, è molto cambiata. Quando eravamo piccoli le trasmissioni televisive iniziavano nel tardo pomeriggio. I cortili e le strade dei quartieri erano piene di bambini che giocavano con cartoni, sassi, legni, biglie. I vicini di casa erano legittimati a richiamarci all'ordine, quando le nostre grida o i nostri giochi diventavano troppo vivaci. Un richiamo da parte di un estraneo aveva per noi ugual effetto delle sgridate dei nostri genitori. Le famiglie, i quartieri, le relazioni tra vicini di casa oggi sono diverse, di conseguenza il mondo in cui crescono i nostri bambini è differente.

Molti rimpiangono la semplicità del passato. Non possiamo però ritrovare l'atmosfera di un tempo che non c'è più, negando i nuovi bisogni e le nuove abilità dei bimbi di oggi. Game boy, play station, computer e televisione ad ogni ora: non possiamo far finta che anche questo non influisca sulle modalità di apprendimento delle nuove generazioni. Noi siamo convinte che la scuola del fare attivo, dell'apprendimento concreto e «dell'imparare ad imparare» sia sempre più necessaria e sappiamo, per esperienza diretta, che i tempi sono strettamente legati alla qualità. Creare occasioni di apprendimento significa dare possibilità di maturare idee e strategie che rimarranno nel bagaglio culturale dei bambini. Tutto questo richiede un tempo consistente, in cui tutte le «materie» siano integrate e finalizzate ad obiettivi significativi.

Il decreto Gelmini recita all'art. 4 che «nell'ambito degli obiettivi di contenimento... è previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono (l'errore di congiuntivo è della ministra!) classi affidate ad un solo insegnante funzionanti con orario di 24 ore settimanali». Nessuno può avere dubbi in proposito: meno tempo significherà tornare ad una scuola di nozionismo e negherà i bisogni delle nuove intelligenze dei bambini. Un solo docente non potrà organizzare laboratori e percorsi di apprendimento individualizzati o portare la classe a una mostra, a un museo o a scuola natura.

Il decreto prosegue dichiarando: «nei regolamenti si tiene conto delle esigenze delle famiglie di una più ampia articolazione del tempo scuola». E' prevedibile, pertanto, un ritorno al vecchio doposcuola, magari costituito da progetti scollegati tra loro e non integrati ai programmi delle classi e a pagamento (la scuola dell'obbligo è garantita, infatti, solo per 24 ore settimanali!). Il nostro modo di vivere il tempo scuola subirà una regressione per noi inaccettabile. Così come è inaccettabile che l'articolo del decreto si apra con una motivazione puramente economica: «nell'ambito degli obiettivi di contenimento...».

Chiediamo che siano altre le spese da contenere, ad esempio riducendo il numero dei nostri deputati e degli stipendi che percepiscono, nonostante le loro numerose assenze. Speriamo di aver chiarito le ragioni delle nostre preoccupazioni e aspettiamo le vostre osservazioni.

le maestre e i maestri della Casa del Sole

Scarica il documento se vuoi diffonderlo
(account name e password ambedue: vivalascuola)

sabato 1 novembre 2008

Lettera a una studentessa (Nichi Vendola)

Non hai un solo nome, sei un soggetto plurimo, sei una moltitudine, sei maschile e femminile. Eppure voglio scriverti pensandoti come un singolo, anzi come una singola. Si, come una studentessa: e non certo per pelosa galanteria, ma perché la “cosa” che incarni è così poco militarizzata e gerarchizzata che mi offre una declinazione al “femminile” dei pensieri che mi ispiri. E dunque, cara studentessa anti-Gelmini: ti spio, ti annuso, provo a decifrare il tuo lessico, cerco di indovinare i tuoi gusti e le tue passioni. Hai la faccia anche della mia piccola Ida, che è andata al suo battesimo con la piazza con la serietà con cui ci si presenta ad un esame scolastico.
Il suo primo corteo. Mi sono imposto, per una questione di igiene politica, di non fare paragoni (il 68, il 77, l’85, la pantera): quei paragoni che dicono molto della nostra vecchiezza e poco della giovinezza di chi compone le forme nuove della ribellione al potere. Ho cercato di non sovrapporre la mia epopea, la mia biografia, la mia ideologia, al corpo sociale che tu rappresenti, al processo culturale che tu costruisci, alla radicale contraddizione che tu fai esplodere con la fantasia e il sarcasmo dei tuoi codici comunicativi e della tua contro-informazione.
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Leggi il resto della lettera (fonte Liberazione)

venerdì 31 ottobre 2008

Università - Lettera del Rettore del Politecnico

ari Allieve e Allievi del Politecnico di Milano,

In questi giorni ho ricevuto molti messaggi da parte Vostra.

In essi vi sono domande volte a cercare di comprendere meglio la attuale situazione, sono espresse preoccupazioni per il futuro di Voi giovani e del nostro Ateneo.

Siamo tanti, più di 2.500 fra docenti, tecnici e amministrativi, quasi 40.000 gli allievi: non possiamo certo riunirci tutti.

Userò quindi il web per mettere a Vostra disposizione quello che so e che ho imparato in questi anni, presentandovi soprattutto i punti che non sempre appaiono chiari nel confuso dibattito che i media ci presentano. Cercherò di individuare i vostri dubbi e di rispondere alle vostre domande. Presenterò le mie opinioni e il percorso che stiamo intraprendendo, terminerò con alcune conclusioni.

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leggi il resto della lettera

domenica 26 ottobre 2008

Parole di maestro!

(lettera indirizzata a Piero Ricca)

sono un insegnante di un Istituto Superiore di Verbania. Non sono iscritto ad alcun partito, ho oltre 25 anni di servizio e non ho interessi personali o di parte da difendere, ho solo il desiderio di esprimere il mio pensiero sulla “riforma Gelmini” (tra virgolette!).

Una premessa mi sembra doverosa: la Scuola non è un’azienda il cui obiettivo è produrre utili. La Scuola deve garantire il principio costituzionale della libera educazione e cultura per Tutti. Ma proprio tutti. Anche del figlio dei pastori della Barbagia, del contadino del Tavoliere delle Puglie e dell’allevatore delle nostre Valli Ossolane.
Detto questo, è risaputo che tante cose non vadano bene. Tutti concordano, gli insegnanti in testa, che ci sia molto da fare per rendere più efficiente il sistema scuola nel complesso. Ed è proprio di questo che voglio parlare.

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leggi il resto della lettera sul blog di Piero Ricca

Riflessioni sulla riforma ...

Un gruppo di insegnanti dell’Istituto Comprensivo di Guastalla (RE) ha sentito l’esigenza di confrontarsi e di stendere un documento con le loro riflessioni sulla riforma Gelmini.
Il testo che segue è stato sottoscritto dal 90% degli insegnanti della scuola primaria e da alcuni colleghi della scuola secondaria di primo grado.


Al Ministro dell’Istruzione
Al Collegio Docenti
Al Presidente del Consiglio d’Istituto
Alle organizzazioni sindacali

Gli insegnanti dell’ Istituto Comprensivo “ Ferrante Gonzaga” di Guastalla sentono di dover esprimere profonda preoccupazione per i cambiamenti che la nuova riforma porterà.
In una società complessa e in continua evoluzione è anacronistico pensare che una scuola come quella ipotizzata possa rispondere alle esigenze educative, culturali, sociali e di integrazione che quotidianamente si affrontano.
Questo documento non ha scopi di mobilitazione sindacale, ma esprime la consapevolezza di non poter far fronte, in maniera professionale ed efficace, alle molteplici richieste a cui la scuola è chiamata.
Nel corso degli anni la scuola primaria è andata rinnovandosi costantemente, si è adeguata ai tempi e ai ripetuti cambiamenti legislativi cercando di innalzare i propri livelli e rimettendo spesso in discussione il proprio modo di operare: abbiamo adeguato le nostre competenze professionali, abbiamo approfondito le specificità delle discipline secondo una pedagogia della condivisione e abbiamo istaurato nuove e positive relazioni con gli alunni e le famiglie.
Non è possibile individuare alcuna giustificazione pedagogica ai cambiamenti che coinvolgeranno la scuola primaria.

In nome di una razionalizzazione delle risorse si prospetta:
• una forte riduzione del tempo scuola ( da 30 a 24 ) che implicherà un impoverimento dell’ offerta formativa: meno ore per le discipline e meno strumenti per capire il mondo.
• Ripristinare l’insegnante unico vorrà dire cancellare la compresenza tra docenti rendendo impossibili le attività a piccoli gruppi di recupero, potenziamento, alfabetizzazione e di laboratorio; un unico docente non potrà più far fronte all’esigenza di integrare gli alunni diversamente abili, né alunni dislessici, iperattivi, con difficoltà di apprendimento e problemi psicologici. Diventerà impossibile realizzare uscite didattiche, collaborazioni con associazioni del territorio e gite. Diminuirà inevitabilmente il confronto tra docenti: gli insegnanti si ritroveranno da soli a far fronte alla complessità della didattica e degli stili cognitivi. Avere, quindi, un unico punto di vista sull’alunno, porterà ad una valutazione arbitraria e soggettiva che con tanti anni di formazione si è cercato di superare. La scuola di oggi non può delegare la costruzione del sapere ad un maestro tuttologo che sa di ogni disciplina e di ogni didattica un po’.
• I voti espressi in cifre costituiranno una valutazione sterile e puramente sommativa che non aiuterà l’alunno a prendere consapevolezza di sé, delle proprie capacità e difficoltà. Dopo anni di progetti, attività e formazione riguardante la gestione pacifica del conflitto e l’educazione socio – affettiva non è possibile pensare al voto in condotta come unico rimedio al problema del bullismo.
• Infine l’introduzione della disciplina “Cittadinanza ed educazione” non rappresenta certo una novità : la scuola primaria ha sempre sviluppato questi temi prima nella materia “Studi sociali” poi nella “Convivenza civile”.

Alla luce di tutte queste considerazioni, gli insegnanti si auspicano di riportare l’attenzione sui veri e sostanziali problemi della scuola e che il decreto venga ripensato.

giovedì 23 ottobre 2008

Lettera di Napolitano in risposta agli studenti de ''La Sapienza''

"Cari studenti, dottorandi e ricercatori della Sapienza, ho ascoltato e letto con attenzione la lettera che mi avete consegnato e colgo l'occasione per indirizzarvi alcuni chiarimenti e spunti di riflessione. Innanzitutto : penso vi sia chiaro quale ordinamento la Costituzione abbia disegnato per la Repubblica. La nostra e' una democrazia parlamentare - simile a quella di quasi tutti gli altri Stati europei - in cui al Capo dello Stato non sono attribuiti poteri esecutivi. Io non debbo dunque ''decidere da che parte stare'' : non posso stare dalla parte del governo e delle sue scelte, ne' dalla parte opposta. Le politiche relative a qualsiasi campo dell'azione dello Stato vengono definite dal Parlamento, in seno al quale la maggioranza e l'opposizione sono chiamate al confronto tra le rispettive proposte, che possono configurare soluzioni alternative ai problemi da affrontare. Al Presidente della Repubblica non spetta pronunciarsi nel merito dell'una o dell'altra soluzione in discussione, ne' suggerirne una propria, ma spetta solo richiamarsi ai principi e alle regole della Costituzione."

.... Leggi il resto della lettera