Visualizzazione post con etichetta conversione in legge. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta conversione in legge. Mostra tutti i post

venerdì 7 novembre 2008

E ora che fare? Calma e gesso

Dopo la conversione in legge del decreto n.137 e le grandi mobilitazioni dei giorni scorsi nel mondo della scuola e tra genitori e insegnanti una domanda è ricorrente: e adesso che si fa?
Naturalmente c’è già chi pensa di mettere il carro davanti ai buoi, come si suol dire. In provincia di Milano qualche dirigente scolastico (per la verità pochi) ha già annunciato che presenterà ai genitori delle future prime elementari il modello basato sul maestro unico. Qualcuno addirittura (ma qui si tratta di casi patologici) ha sostenuto pubblicamente che darà avvio alle classi ponte per i bambini stranieri mettendo in atto una semplice “mozione”, quella contestatissima presentata dall’on. Cota (con quali risorse tra l’altro, in assenza della definizione degli organici, non è dato sapere…). Qualcun altro sta già parlando di rivedere i curricoli vigenti, i piani di studio e i relativi quadri orari. Ma, si sa, gli yesman esistono da sempre e c’è sempre qualcuno più realista del re.

Ma la domanda - che genitori e docenti pongono nel corso delle innumerevoli riunioni e assemblee pubbliche di questi giorni - resta: che fare, ora?
...
SEGUE>>>>

martedì 4 novembre 2008

Riassunto

Non solo "Gelmini".
Aggiornamento normativo sull'istruzione.


La Didattica (e l'edilizia scolastica)

E' di questi giorni l'emanazione della legge 30 ottobre 2008 n. 169 che ha convertito in legge il decreto n. 137/2008 con alcune modifiche (c.d. decreto Gelmini del 1 settembre 2008). La legge è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 31 ottobre ed è entrata in vigore il giorno successivo.

Leggi la sintesi degli articoli del provvedimento

giovedì 30 ottobre 2008

il movimento che viene dal basso!

Il giorno dopo
Articolo di M. Corsi di retescuole,
vi invito a leggerlo!

Il governo ha convertito in legge il decreto 137. Lo ha fatto a gran velocità, come sta accadendo per tutti i provvedimenti che riguardano la scuola e l'università. Si è giustamente condannata quest'arroganza, ma non ci si è soffermati sul perché: perché coartare tempi, porre la fiducia, impedire dibattiti? Per disprezzo nei confronti delle Camere? Ma se dispongono di una maggioranza larghissima! La risposta mi pare semplice: discussioni parlamentari prolungate avrebbero facilitato la circolazione di informazioni tra genitori e insegnanti, e dunque avrebbe aumentato la loro capacità di reazione. Hanno sbagliato i calcoli? Direi di sì.

Il movimento, questo movimento, non cessa d'allargarsi. Non credo che i nostri governanti, ed anche l'opposizione, si rendano davvero conto di quel che sta accadendo nel Paese. E' un movimento dal basso, molecolare, incontrollato che sta prendendo forma dall'inizio di settembre, anche se della sua esistenza i media si sono accorti solo ora. Le sue molecole sono i comitati misti genitori-insegnanti delle elementari e delle scuole d'infanzia. Solo nel milanese ne sorgono di nuovi quotidianamente. Il governo dice che sono manovrati dalla sinistra. Magari, qualcuno di noi potrebbe dire. E invece è proprio la scomparsa della sinistra e di una credibile e combattiva opposizione che ha fatto comprendere a tutti che per salvare la scuola si doveva far da sé, senza delegare.
...

segue

mercoledì 29 ottobre 2008

La protesta intorno al Senato

ROMA (piazza Navona) - I più irriducibili erano qui già prima delle nove del mattino già con gli striscioni e a gridare slogan. Intono alle 9,30 un paio di cortei sono confluiti in piazza Navona mentre si faceva più consistente lo schieramento delle forze dell'ordine. Pochi ancora gli universitari. Numerosi giovani e giovanissimi. Alcuni docenti nell'idnedito ruolo di servizio d'ordine: "Abbiamo la scuola occupata qui dietro, i nostri ragazzi sono qui in piazza e vogliamo controllare che non ci siano infiltrati perché oggi può succedere qualsiasi cosa."

Intanto un altro corteo è entrato in corso Rinascimento e si è fermato a ridosso delle camionette della polizia che hanno stretto i cordoni proprio a pochi metri dall'ingresso nobile di Palazzo Madama.

L'hanno approvata
Poi arriva il grido: "La riforma è stata approvata". Ma non c'è reazione. Non risulta ancora chiaro. WQualche sguardo smarrito e il brusio che sale

"E ora referendum"
Escono alcuni senatori e alzano uno striscione: "La legge è passata, ora referendum". Si avviano verso gli studenti e quello del referendum sembra essere diventato una nuova parola d'ordine, urlata dalla piazza.

La Finocchiaro sulle barricate
Esce anche il capogruppo del Pd Anna Finocchiaro, passa le transenne, prende il megafono di uno degli studenti e improvvisa un comizio: "Il referendum è una buona idea. E' uno strumento per far comprendere a questi signori che si sono tappati le orecchie ( e la Gelmini anche la bocca) che su questioni così complicate serve discutere con l'intero Paese"

(Alessandra Vitali - da Repubblica.it)

Legge Gelmini: la vergogna del Palazzo

Il decreto Gelmini è diventato legge dello Stato. Una pagina nera della democrazia italiana è stata scritta. Fuori dal Palazzo assediato, studenti, genitori e professori erano i testimoni muti dell’arroganza di una politica incapace di ascoltare i cittadini.

Alle 10,36 di questa mattina l’agenzia Ansa rilanciava la notizia: il decreto Gelmini è diventato legge.

++ SCUOLA: SI’ SENATO A CONVERSIONE DECRETO, E’ LEGGE ++ VOTA A FAVORE LA MAGGIORANZA, CONTRO PD, IDV E UDC (ANSA) - ROMA, 29 OTT - Il Senato approva, in via definitiva, la conversione in legge del decreto Gelmini sulla scuola con 162 a favore, 134 controri e tre astenuti. Il provvedimento, approvato il 9 ottobre dalla Camera, non e’ stato modificato dai senatori e ora e’ legge. (ANSA). SES 29-OTT-08 10:36 NNN

Nonostante un numero impressionante di cittadini studenti e cittadini professori da giorni chiedessero non solo al governo, ma anche all’opposizione, di fare tutto il possibile per impedire la devastazione dell’istruzione pubblica italiana. La maggioranza ha scelto di trasformare la democrazia in potere.

La vicenda del decreto Gelmini non deve essere circoscritta alla sola ‘materia istruzione’. Perchè è l’ennesimo segnale, in tempi molto ravvicinati, di un modo di intendere la vita democratica che non ha precedenti nella storia repubblicana italiana.

Il Parlamento, anche in anni lontanissimi, ha sempre tenuto conto dei sentimenti più profondi del Paese. L’opposizione è sempre stata capace di far comprendere ai cittadini contrari alla linea dell’esecutivo di esser lì, nella stanza dei bottoni, per difenderne ideali ed interessi.

...

Leggi tutto l'articolo di Roberto Barbera