sabato 25 ottobre 2008
Festa per la scuola di qualità
Un successo la festa organizzata in piazza Leonardo oggi per "la scuola di qualità". Ecco alcune foto.





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Reinventiamo la protesta ... non facciamoci etichettare!
MILANO - Nei capannelli di piazza del Duomo da sempre si dà appuntamento il luogo comune reazionario delle maggioranze silenziose milanesi. Nel mezzo degli anni Settanta, nella bufera delle lotte operaie e studentesche, qui lo slogan vincente era "ma andate a lavorare, barboni!". Figurarsi oggi, in fondo a un trentennio asfaltato da Craxi, Bossi e Berlusconi.
Ieri mattina, mentre i capannelli di anziani discutevano se aveva più ragione il Feltri a scrivere che la polizia doveva "manganellare gli studenti nelle parti molli", oppure il Cossiga a volerli "mandare tutti all'ospedale, senza pietà", si sono presentati i ragazzi dell'Onda milanese con i banchetti per tenere le lezioni in piazza. La prima, bellissima, del professor Roberto Escobar, filosofo della politica e raffinato recensore della pagina culturale del Sole 24 Ore, sul tema attualissimo: "Paure e controllo sociale". I capannelli si sono ritratti schifati. "Occhio, sono quelli là, i balordi del Leoncavallo".
Il Leoncavallo era un famoso centro sociale degli anni Settanta, rimasto da allora un mito più per la destra che per la sinistra. Nessuno ha trovato ancora il coraggio di comunicare ai pensionati di piazza del Duomo, ai consiglieri di An in giunta, a Berlusconi stesso e alle redazioni di Libero e Giornale che purtroppo il Leoncavallo, sentina di tutti i mali, covo di comunisti drogati, non esiste più da anni. L'hanno deportato a Greco ed è ridotto a un locale di reduci.
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Leggi tutto l'articolo da Repubblica.it
Ieri mattina, mentre i capannelli di anziani discutevano se aveva più ragione il Feltri a scrivere che la polizia doveva "manganellare gli studenti nelle parti molli", oppure il Cossiga a volerli "mandare tutti all'ospedale, senza pietà", si sono presentati i ragazzi dell'Onda milanese con i banchetti per tenere le lezioni in piazza. La prima, bellissima, del professor Roberto Escobar, filosofo della politica e raffinato recensore della pagina culturale del Sole 24 Ore, sul tema attualissimo: "Paure e controllo sociale". I capannelli si sono ritratti schifati. "Occhio, sono quelli là, i balordi del Leoncavallo".
Il Leoncavallo era un famoso centro sociale degli anni Settanta, rimasto da allora un mito più per la destra che per la sinistra. Nessuno ha trovato ancora il coraggio di comunicare ai pensionati di piazza del Duomo, ai consiglieri di An in giunta, a Berlusconi stesso e alle redazioni di Libero e Giornale che purtroppo il Leoncavallo, sentina di tutti i mali, covo di comunisti drogati, non esiste più da anni. L'hanno deportato a Greco ed è ridotto a un locale di reduci.
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Berlusconi lancia la contromobilitazione
(ANSA) - ROMA, 24 OTT - Deputati e senatori nelle classi per spiegare la riforma della scuola. Silvio Berlusconi lancia la sua contromobilitazione per rispondere alle "falsità" della sinistra e difendere il piano di riforma di Mariastella Gelmini. Mercoledì scorso, dal quartiere generale di Forza Italia, è stata inviata una mail a tutti i parlamentari del Popolo della Libertà. Contenuto, due allegati: un pieghevole di otto pagine in cui si elencano punti salienti e ragioni della riforma e un volantino fronte retro in cui si critica l'atteggiamento disfattista dell'opposizione. Sarà questo il materiale che deputati e senatori utilizzeranno, ciascuno nel proprio territorio di competenza elettorale, per contrastare la campagna di "disinformazione" della sinistra sulla scuola.
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leggi tutta la notizia
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le mani sul futuro
Per chi avesse perso la puntata di "Annozero" condotta da Santoro.
Gli studenti delle Università, delle scuole superiori e i genitori delle scuole elementari scendono in piazza in tutta Italia per protestare contro le riforme e i tagli all’istruzione. Lo slogan della protesta è: Noi la crisi non la paghiamo. Mentre vengono stanziati miliardi per la crisi finanziaria, si tagliano i fondi per l’istruzione e la ricerca. Cioè sul futuro delle nuove generazioni.
LINK alla puntata
Qualche momento da youtube:
Le vignette di Vauro:
La lingua della verità di Travaglio:
Conclusione di due mamme:
Gli studenti delle Università, delle scuole superiori e i genitori delle scuole elementari scendono in piazza in tutta Italia per protestare contro le riforme e i tagli all’istruzione. Lo slogan della protesta è: Noi la crisi non la paghiamo. Mentre vengono stanziati miliardi per la crisi finanziaria, si tagliano i fondi per l’istruzione e la ricerca. Cioè sul futuro delle nuove generazioni.
LINK alla puntata
Qualche momento da youtube:
Le vignette di Vauro:
La lingua della verità di Travaglio:
Conclusione di due mamme:
venerdì 24 ottobre 2008
Collezioni di pensieri
Documenti e posizioni critiche da leggere e meditare... speriamo non a futura memoria, ma per rilanciare un pensiero sulla scuola e sulla sua funzione nella società odierna.
Dal sito del "Movimento di Cooperazione Educativa"
Link a "così si distrugge la scuola pubblica"
Dal sito del "Movimento di Cooperazione Educativa"
Link a "così si distrugge la scuola pubblica"
Quale scuola?
... Oggi, c'è una "scuola" che ha sostituito la vera Scuola: è la televisione. Una scuola 24ore/su 24. Scuola a tempo pieno, totalizzante e totalitaria. La concezione di vita e del mondo (weltanschauung) non è più esclusiva della vecchia Scuola o della Chiesa: è monopolio del nuovo "pater familias", l'onnipresente televisore. Tanto che il "maestro unico" della ministro Gelmini, appare più come una trovata per ridurre numero e ruolo degli insegnanti, mentre altrove (in Germania), da circa un secolo alla "grundschule" (elementari), i maestri (con obbligo di laurea) sono sempre stati parecchi in ogni classe. Per questo nel famoso saggio "Cattiva maestra televisione", Karl Popper, sottolineando come la televisione sia diventata "Dio che parla", mette in guardia da nuove forme di totalitarismo: "Credo che un nuovo Hitler avrebbe, con la televisione, un potere infinito". La scuola non è una pianta che si pota con l'accetta, ma un fiore che si cura con perizia e con amore. Un'operazione delicata che, per fortuna, crea sempre attenzione, dibattito, polemica. Non solo in Italia, ma anche altrove, come ora in Francia con il libro di François Bégaudeau, "La classe" (Einaudi), trasposto nel film che ha vinto la Palma d'oro a Cannes. Non sempre e non facilmente (come risulta dal libro di Bégaudeau) la Scuola riesce a riparare i danni, sempre più gravi, della deformazione civico/culturale d'una gioventù allo sbando, ma ci prova. Come àncora di salvezza.
Mario Setta
Parte conclusiva di una riflessione di Mario Setta, docente di storia e filosofia in pensione presso il Liceo Scientifico Statale Fermi di Sulmona.
Mario Setta
Parte conclusiva di una riflessione di Mario Setta, docente di storia e filosofia in pensione presso il Liceo Scientifico Statale Fermi di Sulmona.
Opinioni ...
Umberto Eco:
"Ho iniziato con il '68 ho fatto il '77 e la Pantera, ora sono in pensione..." scherza con chi gli chiede se condivida le ragioni della protesta. Poi, serio, il professore emerito e presidente della Scuola superiore di studi umanistici dell'università di Bologna aggiunge: "I tagli, ovviamente, sono una tragedia".
Andrea Camilleri:
"Credo che gli studenti abbiano il diritto, direi il dovere, di esprimere il loro pensiero, soprattutto su una cosa così seria come un decreto legge che provoca un certo sommovimento nella scuola, che provoca un impoverimento di insegnanti, di ore di studio e di strumentazioni". E conclude: "Le richieste degli studenti vanno fatte con civiltà, ma con altrettanta civiltà vanno accolte".
Gandhi, la scuola e le televisioni (di P. Gomez)
QUESTO E' UN ARTICOLO CHE VI INVITO A LEGGERE!
Non c'è nulla di casuale nelle dichiarazioni seguite da smentita di Silvio Berlusconi sulla polizia nelle scuole. Il Cavaliere quando parla segue una strategia precisa. Da una parte vuole saggiare le reazioni dell'opinione pubblica abituandola a poco a poco all'idea che contro gli studenti si può utilizzare la forza, dall'altra tenta di distogliere l'attenzione dal nocciolo del problema: ai tagli di spesa nella scuola si è provveduto con un decreto legge senza consultare nessuno.
Il decisionismo, del resto, in giorni in cui cinque telegiornali su sei si limitano a fare da megafono del potere, paga. Quello che la maggior parte degli italiani hanno capito del decreto Gelmini è infatti semplice: alle elementari si ritornerà a mettere il grembiule e nelle classi si tornerà ad avere un solo maestro. Tutto il resto passa in secondo piano. Ovvio che in un paese di anziani come il nostro la controriforma, raccontata così, raccolga ampi consensi. Il grembiule (che oltretutto non è un'idea da buttar via) e il maestro unico riportano alla mente della gente i bei tempi andati. Tempi che, man mano si va avanti con gli anni, sono sempre migliori dei presenti.
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Finite di leggere l'articolo di Peter Gomez sul sito di voglioscendere
Non c'è nulla di casuale nelle dichiarazioni seguite da smentita di Silvio Berlusconi sulla polizia nelle scuole. Il Cavaliere quando parla segue una strategia precisa. Da una parte vuole saggiare le reazioni dell'opinione pubblica abituandola a poco a poco all'idea che contro gli studenti si può utilizzare la forza, dall'altra tenta di distogliere l'attenzione dal nocciolo del problema: ai tagli di spesa nella scuola si è provveduto con un decreto legge senza consultare nessuno.
Il decisionismo, del resto, in giorni in cui cinque telegiornali su sei si limitano a fare da megafono del potere, paga. Quello che la maggior parte degli italiani hanno capito del decreto Gelmini è infatti semplice: alle elementari si ritornerà a mettere il grembiule e nelle classi si tornerà ad avere un solo maestro. Tutto il resto passa in secondo piano. Ovvio che in un paese di anziani come il nostro la controriforma, raccontata così, raccolga ampi consensi. Il grembiule (che oltretutto non è un'idea da buttar via) e il maestro unico riportano alla mente della gente i bei tempi andati. Tempi che, man mano si va avanti con gli anni, sono sempre migliori dei presenti.
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Finite di leggere l'articolo di Peter Gomez sul sito di voglioscendere
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Lettera dell'Unione degli studenti al ministro Gelmini
Roma 24/10/2008
Egr. Ministro
Ci sentiamo costretti a manifestare tutto il nostro malessere per il metodo da Lei usato per questo tardivo, fittizio e strumentale giro di consultazioni. E' da mesi che chiediamo la regolare convocazione del Forum delle associazioni e in più occasioni abbiamo chiesto di essere ricevuti senza né successo né sensibilità da parte Sua.
...
Leggete la lettera integrale
Esito dell'incontro avvenuto oggi
Vignetta satirica
Visti dalla Spagna ...
Miguel Mora, sul quotidiano spagnolo El País, commenta il clima caldo che si respira nelle università: "Il governo Berlusconi affronta in questi giorni nel campo dell'istruzione l'unica vera crisi di fiducia di questi mesi, con i sindacati dei docenti e le associazioni studentesche sul piede di guerra in tutto il paese".
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Confermata la fiaccolata a Milano
martedì 28 ottobre 2008
La fiaccolata contro l'approvazione
del decreto 137 (Gelmini)
in concomitanza con centinaia di piazze italiane.
Ritrovo in piazza Cordusio - Milano
alle ore 18,30
La fiaccolata contro l'approvazione
del decreto 137 (Gelmini)
in concomitanza con centinaia di piazze italiane.
Ritrovo in piazza Cordusio - Milano
alle ore 18,30
Tempo pieno o vuoto riempito?
Parla una maestra: "La scuola regredisce, resta solo rabbia"
Non è la prima che le passa sopra. Nei i suoi 36 anni di insegnamento Maria, 56 anni, maestra in una scuola elementare del centro storico di Cagliari, di riforme e controriforme nell’istruzione ne ha viste tante. Sa cosa vuol dire tenere da sola una classe di 24 alunni e ha bene in mente "il sollievo" che, nella complessità dei tempi moderni, può dare la presenza di colleghe con le quali costruire un percorso di formazione complesso ma efficace. “La pluralità degli insegnanti è chiaramente una cosa positiva – sostiene Maria -, perché consente lo scambio di idee, la collaborazione costante, una miglior capacità di giudizio. Si pensi solo all’approccio multidisciplinare ad una determinata materia: il cielo può essere osservato dal punto di vista del fenomeno atmosferico, della poesia, delle arti visive, della scienza”. Come dire che i maestri “tuttologi” non esistono, che la specializzazione introdotta anche nelle scuole elementari alza il livello dell’insegnamento e dell’apprendimento.
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Leggi tutto l'articolo di Antonella Loi
Non è la prima che le passa sopra. Nei i suoi 36 anni di insegnamento Maria, 56 anni, maestra in una scuola elementare del centro storico di Cagliari, di riforme e controriforme nell’istruzione ne ha viste tante. Sa cosa vuol dire tenere da sola una classe di 24 alunni e ha bene in mente "il sollievo" che, nella complessità dei tempi moderni, può dare la presenza di colleghe con le quali costruire un percorso di formazione complesso ma efficace. “La pluralità degli insegnanti è chiaramente una cosa positiva – sostiene Maria -, perché consente lo scambio di idee, la collaborazione costante, una miglior capacità di giudizio. Si pensi solo all’approccio multidisciplinare ad una determinata materia: il cielo può essere osservato dal punto di vista del fenomeno atmosferico, della poesia, delle arti visive, della scienza”. Come dire che i maestri “tuttologi” non esistono, che la specializzazione introdotta anche nelle scuole elementari alza il livello dell’insegnamento e dell’apprendimento.
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