lunedì 10 novembre 2008
domenica 9 novembre 2008
La scuola che vorremmo è ...
Le Organizzazioni Non Governative di solidarietà internazionale hanno da anni costruito partenariati con centinaia di scuole in Italia e nel sud del mondo per una educazione alla cittadinanza mondiale, alla pace, allo sviluppo sostenibile.
L’impegno nell’educazione e nella scuola in Italia è uno dei modi con cui si esprime la tensione propositiva e progettuale per un miglioramento delle condizioni di vita di tutte le donne e tutti gli uomini del mondo, ed è un pilastro irrinunciabile nella prospettiva di un’umanità solidale e capace di futuro verso cui le Organizzazioni Non Governative lavorano.
Ci preoccupano i tagli previsti dal Governo, che andranno a incidere sul fondamentale diritto all’educazione.
In tutto il mondo la nostra scuola – in particolare la scuola di base – è guardata e studiata come modello di scuola inclusiva verso cui tendere, un patrimonio che ha prodotto ottimi risultati in termini di metodologia, successo scolastico e prevenzione dell’abbandono. Tutti i paesi civili si muovono in questa direzione, l'Italia non può tornare indietro.
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Incontro
alle ore 21.00
Spazio Guicciardini,
Via Francesco Guicciardini, 6
Cosa succederà nelle scuole
dopo l’approvazione del Decreto Gelmini?
E in parlamento? E nelle piazze?
Cosa possono fare i genitori per informarsi?
E per intervenire?
Proviamo a parlarne tra noi e con
MARILENA ADAMO, senatrice PD
FEDERICO NICCOLI, pedagogista
Incontro promosso dal comitato genitori-insegnanti
“CIPRO-MUGELLO-XXII MARZO-MEZZOFANTI”
TUTTI SONO BENVENUTI!
i giovani di adesso, di questi giorni
La scuola autoritaria prepara a una società autoritaria. E’ il pensiero unico reazionario che collega tutti gli atti di questo governo: dalla scuola alla repressione delle manifestazioni popolari a Chiaiano, a Vicenza o in Val di Susa, agli attacchi continui alle libertà di espressione, di pensiero e di riunione garantite dalla Costituzione. Siamo a una pagina drammatica di involuzione della nostra democrazia.
Berlusconi dice adesso che farà di tutto perché la tv, pubblica e privata, sia meno ansiogena. Semplicemente perché quando la tv racconta la realtà, il suo governo cala nei sondaggi.
Si vede che la realtà è comunista.
Da un'intervista a Daniele Luttazzi (fatta da Repubblica e mai pubblicata)
presa in prestito dal suo blog
in cammino verso la data del 29 novembre ...
(Michele Corsi)
L'assemblea delle scuole del milanese e contemporaneamente il coordinamento di Roma e provincia "non rubateci il futuro" hanno deliberato una manifestazione nelle rispettive città per il 29 novembre, un sabato pomeriggio. Altre città hanno già realizzato tra settembre e inizio di ottobre le loro manifestazioni cittadine autonome (Genova, Bologna, Venezia, Torino, Firenze, ecc.) che hanno visto la partecipazione di massa di docenti e genitori. Roma e Milano non l'hanno sino ad ora organizzata perché impegnate nella gestione e nella partecipazione alle enormi manifestazioni del 17 e del 30 che le hanno attraversate e che erano a prevalente composizione docente-studentesca (ovviamente, visto che si svolgevano di mattina). Quindi per queste due città si tratta di una "novità" ed anche di una scommessa: in occasione di movimenti grandi come quello antimoratti, Milano e Roma se ne erano andate un po' per conto proprio, ora fanno una cosa insieme. Questa, già di per sé, è un fatto importante, che dovrebbe preoccupare la controparte. Come Milano e Roma, chiediamo anche alle altre città di fare un "bis" per trasformare questa giornata in un appuntamento nazionale, seppur gestito localmente. Spero che anche i sindacati (tutti) vi aderiscano e la sostengano: sarebbe un segnale molto importante. Cerchiamo di vedere le ragioni e le scommesse implicite di questo appuntamento.
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Avanti verso il passato
Pubblicato Mercoledì 29 Ottobre 2008 in Germania
Commento di Michael Braun
La politica dell’istruzione in Italia sconnette il paese dagli sviluppi internazionali
Spietata la diagnosi fatta dal Ministro per l’Istruzione e la Ricerca, Mariastella Gelmini, subito dopo la sua entrata in carica cinque mesi fa. Il sistema d’istruzione italiano sarebbe caratterizzato da „inefficienza“ e „sperpero“, così la giovane donna di successo del partito di Berlusconi, Forza Italia. E chi avrebbe potuto controbattere qualcosa?
L’Italia si è guadagnata un posto fisso tra i paesi con i peggiori risultati negli Studi di PISA [Programme for International Student Assessment, eseguito dalla OECD, N.d.T.]. Anche le università italiane rischiano di non poter concorrere a livello internazionale; contando con l’1-2% di studenti stranieri, non attraggono quasi più studenti stranieri. Invece in Germania, Francia e Inghilterra sono circa il 10% gli studenti stranieri.
Tanto più sorprendente è la terapia prescritta dalla Gelmini e Berlusconi al sistema dell’istruzione. „Avanti verso il passato“ potrebbe essere lo slogan del decreto per la scuola elementare. Come ai bei vecchi tempi i piccoli dovrebbero portare il grembiule e alzarsi quando il maestro entra in classe.
Sud, disobbedire a Gelmini
I numeri aiutano a spiegare. Il primo ci dice che tra Stato, enti locali e famiglia, uno studente del Mezzogiorno riceve in media mille euro in meno all'anno per la propria formazione. E se è vero che il primo ci mette di più (la maggior voce di spesa resta quella degli stipendi degli insegnanti, in capo al ministero), è anche vero che non tutti gli enti locali e non tutte le famiglie possono oggi permettersi di investire sul futuro delle nuove generazioni così come vorrebbero.
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venerdì 7 novembre 2008
E Milano di nuovo in prima linea
riguarda tutti
non solo studenti e insegnanti
è giunto il momento di far sentire anche
la voce dei genitori, dei nonni, e di tutti quei cittadini
Il Coordinamento di Roma e provincia " NON RUBATECI IL FUTURO" e l'Assemblea delle scuole del milanese indicono una manifestazione in difesa di tutta la scuola pubblica dall'infanzia all'università nelle proprie città.
tenetevi liberi
sabato 29 novembre
per una grande manifestazione a Milano
nei prossimi giorni informazioni più precise su orario e luogo di partenza del corteo
Abbiamo scelto un sabato per valorizzare la partecipazione dei genitori e dei cittadini e delle cittadine che non hanno avuto la possibilità di esprimere il proprio dissenso in occasione delle manifestazioni sindacali di categoria del 17 e 30 ottobre.
Ed infine, ma non utimi ... i licei
PER DIFENDERE L'ESISTENZA DELLA SCUOLA PUBBLICA
Alla fine del triennio 2009/2010-2011/2012 il governo Berlusconi farà sparire 87.000 cattedre di insegnanti e 44.500 posti di personale amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata): 132 mila posti in totale, come previsto dallo schema del piano programmatico del Ministero dell'Istruzione in concerto con il Ministero dell'Economia, pubblicato in data 26 settembre 2008. Come previsto dall'art. 64 della legge 133 del 6 agosto 2008, tali tagli verranno realizzati:
– aumentando il numero di alunni per classe (fino a 35 per classe)
– riducendo l'orario alle elementari e medie-superiori
– accorpando le classi di concorso
– eliminando ogni sperimentazione
– diminuendo del 30 % le compresenze
– tagliando posti di sostegno.
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Berlusconi come Bush. Ma la Gelmini come Obama?
L’errore ammesso dal premier è contenuto nella manovra di giugno ( Legge 133 ) ed è l’aver ridotto di 134milioni di euro i finanziamenti alle scuole private nel 2009, di 485milioni nel triennio.
“Cercheremo di evitare i tagli alle scuole private e cattoliche”, parola di premier che già preannuncia ritocchi alla finanziaria 2009 !
Proprio come Bush ! Lì negli USA il presidente americano, nell’ultimo anno del suo mandato ha previsto “regali” con le tasse federali a favore delle scuole private per 500milioni di dollari !
Quando si dice il caso, le coincidenze ! Berlusconi come l’amico Bush, ha un idemsentire oggi sulla scuola come ieri sulla guerra in Iraq !
Ma la Gelmini che ci azzecca con Obama ?
Basta andare su internet , leggere il programma del neo presidente Barack Obama e confrontarlo con quanto sta facendo il nostro Ministro Gelmini su scuola e università…
Quello di Obama parla di rifinanziamento ( e non tagli) della legge “No child left behind” in direzione dell’equità, con buoni scuola da utilizzare però solo nelle scuole pubbliche, di potenziamento dell’educazione prescolastica e della scuola primaria,di docenti bravi da incentivare nelle aree più povere e marginali,di aumentare i salari di tutti gli insegnanti, di accertare il merito attraverso le performance degli studenti, di valorizzare le scuole di qualità e sostenere i capi d’istituto più efficienti, di priorità nazionale allo studio delle scienze,della matematica e delle tecnologie premiando anche gli Stati che più s’impegnano in tale direzione, di ridurre il tasso degli abbandoni, di prestiti agli studenti .
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leggi l' articolo di P. Frisone ScuolaOggi