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lunedì 8 dicembre 2008

le classi ponte


Immagini dell'intervento di Tullio De Mauro alla Sapienza:
"Le classi ponte portano alla ghettizzazione" (del 4-12-2008)

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martedì 2 dicembre 2008

Scuola e immigrazione

Scuola e immigrazione: per Gelmini “occorre un supporto aggiuntivo ai ragazzi immigrati”.
Il ministro della Pubblica istruzione si dice “favorevole alle classi ponte”.


“Sono favorevole alle classi ponte ma ci saranno anche corsi pomeridiani di italiano per stranieri” è quanto ha dichiarato il ministro della Pubblica istruzione Maristella Gelmini in un’intervista al quotidiano “La Stampa”.
Il ministro, che per la prima volta si è espressa sulla proposta della Lega Nord, ha poi detto di non sapere ancora come saranno organizzate: “si formerà una classe, è un problema didattico, organizzativo, non certo di razzismo”. La Gelmini ha poi ribadito che corsi aggiuntivi per studenti stranieri sono comunque necessari, al di là della forma prescelta.

Dal sito Immigrazione oggi

lunedì 24 novembre 2008

È possibile agire e cambiare i progetti Gelmini. Il Sisa in piazza il 29 novembre e il 12 dicembre

In parlamento si sta aprendo il dibattito sui decreti attuativi della legge Gelmini.
Da un lato vi è chi ipotizza un maestro unico “a domanda” dei genitori, subito smentito - essendo noto il generale favore dei cittadini per il tempo pieno - da quei settori governativi che il maestro unico l’hanno inventato per ragioni di cassa. Ugualmente insanabile il problema sollevato dalle classi ghetto chiamate “ponte”, perché l’esame vincolante di lingua italiana imposto dalla Lega per il passaggio di classe è incostituzionale. Per non dire della “riorganizzazione” che chiude e accorpa scuole e le modalità relative al reclutamento che vogliono cacciare dalla scuola migliaia e migliaia di precari. Nei decreti attuativi rischia pure di nascondersi il gravissimo passaggio a 33/36 alunni per classe e la revisione delle scuole media e superiore con la soppressione, promessa dalla Gelmini, delle sperimentazioni di ogni tipo. Ancora aperta, per altro, la discussione sulla chiusura delle scuole dei piccoli centri, almeno per il momento bloccata dalla conferenza degli enti locali. Le leggi 133 e 137 devono infine essere recepite in forma definiva dalla legge finanziaria, che al di là dell’approvazione dei primi di agosto, deve essere votata nel suo quadro unitario entro fine dicembre. Tutto questo dimostra come il movimento dell’Onda abbia il diritto e il dovere di contestare e di agire in questi giorni per il blocco e il ritiro di un insieme vessatorio e sbagliato di proposte contro la scuola. Il tema degli alunni per classe si ricollega strettamente alla legge 626 sulla sicurezza nelle scuole. La tragica morte di un ragazzo a Rivoli deve obbligare il governo ad un piano straordinario di controllo e verifica delle strutture. Il sottosegretario Bertolaso ha dichiarato chiaramente che la metà delle scuole italiane è pericolosa e a rischio, se come crediamo, ha ragione e al massimo sbaglia per difetto, si deve provvedere concretamente e senza perdere tempo. Tutti questi motivi devono portare di nuovo docenti e cittadini democratici per le strade a manifestare, insieme agli studenti che ancora venerdì scorso hanno manifestato numerosi in molte città, senza che purtroppo l’informazione ne desse le giusta rilevanza. Le manifestazioni programmate per sabato 29 novembre e venerdì 12 dicembre, in questo caso con lo sciopero generale indetto dai sindacati di base e ci auguriamo confermato anche dalla Cgil, sono le occasioni perché il movimento faccia percepire alta, forte e chiara la propria voce. Noi del SISA ci saremo, in particolare a Roma e Milano, dentro i collettivi studenteschi e i comitati docenti – genitori nei quali siamo radicati il 29 novembre, con le nostre bandiere il 12 dicembre. Ragazzi e docenti sono anche nelle piazze d’Europa, di Parigi, Berlino, Lisbona, Barcellona, contro i tagli, anche loro, e per una scuola e una università capaci di futuro. Anche delle lotte continentali, purtroppo le notizie diffuse dai media sono scarse e imprecise. Per parte nostra faremo tutto il possibile perché il 12 dicembre diventi una giornata per la scuola e della scuola, dell’università e per l’università. Don Milani ha scritto: “non posso dire ai miei ragazzi che l’unico modo di amare la legge è di obbedirla. Posso solo dire loro che dovranno tenere in tale onore le leggi degli uomini da osservarle quando sono giuste, ma quando vedranno che non sono giuste dovranno battersi perché siano cambiate.” Il movimento, l’impetuosità dell’Onda, lontana da ogni risacca, ha chiaro l’insegnamento milaniano: le leggi ingiuste si combattono sino alla loro radicale revisione o soppressione.

Per il coordinamento Davide Rossi
(da tecnica della scuola)

Apartheid a scuola? No, grazie!

Giorgio Morale
(dal sito la poesia e lo spirito)

Si appresta a diventare legge la mozione Cota, che prevede “classi ponte” per studenti stranieri. Il Presidente continua a fare opera di informazione. Intanto si vedono i risultati dell’attenzione del governo per la scuola, la quale il 29 novembre torna in piazza.

Una scuola di tutti e per tutti
di Daniela Bertocchi

La mozione Cota, presentata dal capogruppo della Lega alla Camera e approvata il 14 ottobre, è diventata (tristemente) famosa come norma sulle classi-ponte per gli immigrati (anche se in realtà la mozione parla di “classi di inserimento”). Molti ne hanno sentito parlare in Tv o letto sui giornali, molti fortunatamente l’hanno anche disapprovata o si sono indignati, ma in realtà pochi ne hanno letto il testo originale, come spesso capita con i provvedimenti legislativi.

Vale quindi la pena di spendere qualche parola per presentarla (oltre che magari leggerla in originale). Il testo è composto da una lunga premessa di tono vagamente sociologico, che dovrebbe giustificare le misure concrete assunte. Nella premessa si parla dell’alto numero di “studenti stranieri” “con cittadinanza non italiana” presenti nelle nostre scuole, con “diverso grado di alfabetizzazione linguistica”; si mette in rilievo che tali studenti non sono distribuiti in modo omogeneo sul territorio nazionale, ma si concentrano soprattutto al Centro Nord, in particolare nella scuola primaria e secondaria di 1° grado (ovvero elementare e media); si afferma che questi studenti provengono da 191 diversi paesi e che quindi spesso nelle classi si trovano studenti di provenienza differente.

SEGUE>>>



domenica 23 novembre 2008

Nota tecnica alla mozione "Cota"

SIG - Società Italiana di Glottologia
SLI - Società di Linguistica Italiana
AItLA - Associazione Italiana di Linguistica Applicata
GISCEL - Gruppo di Intervento e Studio nel Campo dell’Educazione Linguistica

Ogg.: Nota tecnica alla mozione "Cota ed altri n. 1-00033".

"...l’acquisizione di una L2 è tanto più ‘facile’, rapida, completa quanto più giovane è l’età del soggetto apprendente, e quanto più piena è l’immersione nella nuova realtà linguistica e culturale. Tale ‘piena immersione’ (studiata fuori d’Italia in paesi tradizionalmente bilingui come il Canada) facilita non solo il processo di acquisizione della lingua seconda, ma anche i processi di socializzazione e di reciproca conoscenza, premessa indispensabile alla costruzione di una società complessa e multietnica come si avvia a diventare l’Italia. È pertanto opportuno che si continui ad immettere i bambini e gli adolescenti non italofoni nelle classi normali. Inoltre si dovrebbe poter disarticolare le classi in certi momenti attentamente programmati dell’attività scolastica, quando certi contenuti disciplinari, linguisticamente troppo impegnativi, escluderebbero di fatto i non-italofoni neo-arrivati dalla loro corretta fruizione. Ma con tutta evidenza esistono nelle classi ore di educazione fisica, di inglese o altre lingue straniere, di matematica, di informatica e certo di altro, che potrebbero essere immediatamente accessibili a tutti, con qualche forma di sostegno..."


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giovedì 13 novembre 2008

Che ne sa il leghista Roberto Cota ...

Lettera sui bambini stranieri

Che ne sa il leghista Roberto Cota dell’inserimento dei bambini stranieri nelle classi delle nostre scuole?
Ha mai visto una classe all’opera?
Ha mai visto come le bambine e i bambini stranieri e italiani interagiscono tra di loro?
Ha mai visto i bambini e le bambine italiani applaudire i loro compagni cinesi o marocchini, albanesi o ghanesi in quei momenti magici in cui iniziano ad impossessarsi della nostra lingua e dicono in italiano le prime parole e leggono sul libro di lettura comune e scrivono testi che si fanno capire?
Ha mai visto il bambino cinese che alla lavagna scrive i misteriosi segni della sua lingua e tutti i bambini gli corrono attorno e vogliono che gli scriva il loro nome o solo ciao in quell’affascinante alfabeto?

.... SEGUE>>>

lunedì 10 novembre 2008

Ofelé fa el to meste

di Biassoni Giuseppe
(da Retescuole)


Ofelè fa el tò meste
Ovvero non banalizziamo la morale.

Al solo scopo d’onestà intellettuale mi sento chiamato in causa nel doverle rispondere in merito all’articolo del supplemento Il Venerdì di Repubblica del 7/11/08 “Lo strano dibattito sulle classi per stranieri”

Sono l’insegnante accusato d’essere un cattivo maestro dal quotidiano Libero del 18 ottobre 2008 per aver parlato ai miei studenti dell’aspetto razziale e discriminatorio delle classi ponte.

L’incipit della presente, cita una frase milanese che denuncia l’insipienza di chi parla, senza nozione di causa, di cose che ignora; proverò a colmare questa falla informativa.

Segue>>>>

domenica 9 novembre 2008

Il passato remoto di cuocere ...

Non dimentichiamoci della "mozione Cota" ...