giovedì 6 novembre 2008

Qualche speranza???


Gelmini ha le mani legate.


Il decreto Gelmini (trasformato in legge n°169 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 ottobre scorso) è paralizzato. Infatti i decreti attuativi, che dovrebbero dire dove e come tagliare le circa 88mila cattedre e gli oltre 44mila posti di ausiliari, tecnici ed amministrativi (ata), devono essere preceduti dal parere delle competenti commissioni parlamentari sul piano programmatico generale scritto dalla ministra e da Tremonti. Le commissioni, a loro volta, sono bloccate perché non hanno ancora ricevuto il parere della Conferenza delle Regioni. Che in realtà si sono espresse dicendo a chiare lettere che non può esserci alcuna collaborazione con il governo centrale. Vero è che la Gelmini ha chiesto al ministro per gli affari regionali R. Fitto di trovare una soluzione. Intanto l’Onda non si arresta. Continua a discutere negli Atenei come nelle scuole, fa lezione in piazza, una delegazione di studenti universitari parla all’assemblea della Fiom chiedendo di un grande sciopero generale che, categoria per categoria, blocchi il paese così come è avvenuto in Francia qualche tempo fa.
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Leggi tutto l'intervento di
Gennaro Loffredo
Resp. Dip. Naz. Scuola e Formazione

mercoledì 5 novembre 2008

Manifestazione a Milano

Venerdì, 7 Novembre 2008
è previsto un corteo di protesta contro le politiche dell'attuale Governo
in materia di Istruzione Pubblica (leggi 133 e 137):
il concentramento è previsto
in Piazza Cairoli alle 9.30
con pre-raduni alle 8.30 davanti alle principali sedi universitarie

Parola di Belusconi

Berlusconi denuncia: "una disinformazione eccessiva e inaccettabile"

e aggiunge: "Non mi ero accorto che nella Finanziaria sono stati tolti 134 milioni alla scuola privata cattolica. Ammetto una mia colpa: cercheremo di non togliere i finanziamenti alla scuola cattolica: è una libertà per tutti".

lascio a voi i commenti!!!

guardate la TV ...

Mercoledì, 5 novembre alle ore 21,30
su Telereporter
(canale 27 e 55 via cavo oppure canale 827 di sky)
la riforma della scuola: dalle elementari all'Università

OGGI: Appuntamento importante a Milano

NON DIMENTICHIAMOCI DELLA SCUOLA PRIMARIA

Mercoledì, 5 novembre 2008

alle ore 17.30
si terrà una nuova assemblea delle scuole di Milano
alla scuola Muzio di via Emanuele Muzio 5
per decidere come andare avanti nella protesta

M3 fermata Sondrio, 90/91, 92, 43

I mali dell'università

… i danni del dl 133 e possibili soluzioni, in una lettera di eccezionale chiarezza del Rettore del Politecnico di Milano; Michele Corsi ci dice perché siamo solo all’inizio; inoltre confronti, segnalazioni, informazioni, appelli.

Il decreto Gelmini è stato approvato (qui un’esposizione dettagliata), la ricetta di Cossiga è stata messa in pratica (qui una testimonianza), mentre il ministro Maroni ha una nuova ricetta. Il 30 ottobre la scuola ha scioperato e più di un milione di disinformati facinorosi sono scesi in piazza. Il Presidente si scandalizza e dice che bisogna aumentare i fondi alla scuola privata, si scandalizzano anche gli insegnanti, che guadagnano un aumento contrattuale di 61 euro lordi. Intanto alcuni pensano a un referendum abrogativo, l’università si prepara a scioperare il 14 novembre e in tanti dicono che il bello viene adesso. Anche il ministro Gelmini, che annuncia prossima una riforma dell’università. E sarebbe il caso di cominciare a dare un’occhiata alla proposta di legge Aprea n. 953…
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leggi il resto dell'articolo sul sito di "la poesia e lo spirito"

La parola alle maestre III


«La semplicità del passato non c'è più»

Cari genitori preoccupati ecco perché protestiamo.


Care mamme e cari papà, sappiamo che molti di voi faticano a comprendere il nostro disaccordo sui cambiamenti previsti dalla ministra Gelmini. Gli organi di informazione danno notizie contrastanti e i nostri governanti tentano in ogni modo di tranquillizzare le famiglie. Abbiamo deciso perciò di scrivervi per spiegarvi il nostro punto di vista. Prima di tutto vi invitiamo a ricordare che ogni cambiamento va valutato in relazione alla realtà in cui è inserito.
Oggi le bambine e i bambini sono molto diversi da ciò che eravamo noi da piccoli e anche la relazione tra noi - educatrici, educatori, madri e padri - e loro, è molto cambiata. Quando eravamo piccoli le trasmissioni televisive iniziavano nel tardo pomeriggio. I cortili e le strade dei quartieri erano piene di bambini che giocavano con cartoni, sassi, legni, biglie. I vicini di casa erano legittimati a richiamarci all'ordine, quando le nostre grida o i nostri giochi diventavano troppo vivaci. Un richiamo da parte di un estraneo aveva per noi ugual effetto delle sgridate dei nostri genitori. Le famiglie, i quartieri, le relazioni tra vicini di casa oggi sono diverse, di conseguenza il mondo in cui crescono i nostri bambini è differente.

Molti rimpiangono la semplicità del passato. Non possiamo però ritrovare l'atmosfera di un tempo che non c'è più, negando i nuovi bisogni e le nuove abilità dei bimbi di oggi. Game boy, play station, computer e televisione ad ogni ora: non possiamo far finta che anche questo non influisca sulle modalità di apprendimento delle nuove generazioni. Noi siamo convinte che la scuola del fare attivo, dell'apprendimento concreto e «dell'imparare ad imparare» sia sempre più necessaria e sappiamo, per esperienza diretta, che i tempi sono strettamente legati alla qualità. Creare occasioni di apprendimento significa dare possibilità di maturare idee e strategie che rimarranno nel bagaglio culturale dei bambini. Tutto questo richiede un tempo consistente, in cui tutte le «materie» siano integrate e finalizzate ad obiettivi significativi.

Il decreto Gelmini recita all'art. 4 che «nell'ambito degli obiettivi di contenimento... è previsto che le istituzioni scolastiche costituiscono (l'errore di congiuntivo è della ministra!) classi affidate ad un solo insegnante funzionanti con orario di 24 ore settimanali». Nessuno può avere dubbi in proposito: meno tempo significherà tornare ad una scuola di nozionismo e negherà i bisogni delle nuove intelligenze dei bambini. Un solo docente non potrà organizzare laboratori e percorsi di apprendimento individualizzati o portare la classe a una mostra, a un museo o a scuola natura.

Il decreto prosegue dichiarando: «nei regolamenti si tiene conto delle esigenze delle famiglie di una più ampia articolazione del tempo scuola». E' prevedibile, pertanto, un ritorno al vecchio doposcuola, magari costituito da progetti scollegati tra loro e non integrati ai programmi delle classi e a pagamento (la scuola dell'obbligo è garantita, infatti, solo per 24 ore settimanali!). Il nostro modo di vivere il tempo scuola subirà una regressione per noi inaccettabile. Così come è inaccettabile che l'articolo del decreto si apra con una motivazione puramente economica: «nell'ambito degli obiettivi di contenimento...».

Chiediamo che siano altre le spese da contenere, ad esempio riducendo il numero dei nostri deputati e degli stipendi che percepiscono, nonostante le loro numerose assenze. Speriamo di aver chiarito le ragioni delle nostre preoccupazioni e aspettiamo le vostre osservazioni.

le maestre e i maestri della Casa del Sole

Scarica il documento se vuoi diffonderlo
(account name e password ambedue: vivalascuola)

"Onda" crescente ...

Venerdì 7 novembre 2008
Giornata di mobilitazione in ogni città contro il decreto Gelmini.
A Milano cortei autorganizzati,
blocchi e iniziative delle scuole
e poi concentramento in L.go Cairoli alle 9.30.

... e il 14 novembre
TUTTI A ROMA!
Corteo nazionale del mondo della formazione.

L'onda non si ferma...

COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI STUDENTESCHI DI MILANO E PROVINCIA

martedì 4 novembre 2008

Scuola Media: la terra di mezzo

La scuola media ha una doppia funzione: dal punto di vista della costruzione della personalità deve dare tutti gli strumenti culturali, cognitivi, relazionali per poter cogliere la propria identità e dal punto di vista cognitivo deve aiutare a compiere il passaggio dal predisciplinare alla scoperta dei codici e dei linguaggi disciplinari.
E questa è la grande avventura culturale ed intellettiva che bisogna saper trasmettere ai ragazzi.

Nel turbinio che ha accompagnato la Riforma Gelmini, la scuola media inferiore è il segmento della nostra istruzione meno toccato. Eppure, da anni ne parlano gli esperti, è il punto debole del sistema scolastico italiano.

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“Quanto è brava la scuola che...”

Le opinioni di una dirigente scolastica, ex maestra, che insieme a genitori e docenti ha costituito un coordinamento contro il decreto Gelmini e il maestro unico
(Di Elena Ribet)

Simonetta Salacone è dirigente della scuola elementare Iqbal Masih, intitolata al bambino pakistano simbolo della lotta contro il lavoro infantile. Venduto dal padre ad un commerciante di tappeti, Iqbal lavorò in condizioni di schiavitù dall’età di sette anni. Lottò per i diritti dei bambini e per la liberazione dal lavoro schiavizzato. Intorno al suo impegno si animò una pressione internazionale che indusse il governo pakistano a chiudere decine di fabbriche di tappeti: furono liberati circa tremila bambini. Iqbal è stato ucciso nel 1995 all’età di 13 anni.
Simonetta Salacone è anche stata per cinque anni la Presidente dell’IRSSAE (Istituto Regionale di Ricerca Sperimentazione e Aggiornamento Educativi) per il Lazio. È tra i fondatori della rete delle scuole del 14° e 15° distretto, Municipi VI e VII di Roma est, che comprende scuole dalle materne alle superiori. Abbiamo raccolto le sue opinioni questo grande tema della scuola.
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dal sito di Noidonne
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Riassunto

Non solo "Gelmini".
Aggiornamento normativo sull'istruzione.


La Didattica (e l'edilizia scolastica)

E' di questi giorni l'emanazione della legge 30 ottobre 2008 n. 169 che ha convertito in legge il decreto n. 137/2008 con alcune modifiche (c.d. decreto Gelmini del 1 settembre 2008). La legge è stata pubblicata sulla Gazzetta ufficiale del 31 ottobre ed è entrata in vigore il giorno successivo.

Leggi la sintesi degli articoli del provvedimento