martedì 4 novembre 2008

Università

Decreto università bloccato: "Mi prenderò tempo per riflettere"

Ora il ministro Mariastella fa sapere: "Mi prenderò il tempo che occorre". Sull'università, ammette, non c'è tutta quella fretta che s'era detto. E precisa: "Continuo a lavorare sulle linee di indirizzo ma nessuno aveva pensato di fare una riforma per decreto". Non del tutto vero. Perché un decreto, o meglio uno "schema di decreto legge" sulla "valorizzazione del merito nelle università e negli enti di ricerca", ha già fatto il giro degli uffici legislativi del governo.
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Veltroni risponde: "non basta la frenata, via i tagli"

"Vedo che il governo manifesta sull'università una preoccupazione e una attenzione nuove rispetto a quanto ha mostrato sinora. Ne prendiamo atto. Ma, se il governo è interessato ad aprire su questi temi un confronto in Parlamento questo sarà possibile solo a condizione che vengano sospesi e resi inefficaci i provvedimenti contenuti nella manovra finanziaria che impediscono, con tagli indiscriminati a scuola e università, ogni intervento necessario per il rilancio del nostro sistema formativo ed educativo".
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lunedì 3 novembre 2008

Occasione mediatica di visibilità ...

sto cercando due ospiti
per una trasmissione televisiva
che registrerò questo mercoledì (5/11) pomeriggio alle 16 a Telereporter (RHO).
Il tema è la riforma della scuola: dalle elementari all'Università. Ho già trovato una maestra e una docente che non sono contrarie al decreto Gelmini: Mi mancano due rappresentanti della cosiddetta "Onda" . Però vorrei fare un discorso pacato e ragionato al di là delle ideologie politiche.
Se ci fosse qualcuno disponibile può contattarmi all'indirizzo vtenani@telereporter.net o chiamarmi in redazione 02/93515273.

Grazie
Valentina Tenani

Non ci resta che ... ridere!









Una nuova crisi incombe su Italiopoli. Questa volta a farne le spese è la nostra bella scuola; basteranno i tagli all'istruzione pubblica a risollevare le sorti e gli interessi dei privati?
E DOPO I VIDEO ABBIAMO ANCHE IL GIOCHINO ... SBIZZARRITEVI!!!!

Ancora opinioni ...

Ermanno Olmi: gli studenti fanno bene a protestare. I politici? Non trovo più la bestemmia giusta per definirli

Sulle proteste degli studenti nei confronti della riforma scolastica, il 77enne regista Ermanno Olmi non ha dubbi: «I giovani fanno bene a protestare, purché siano convinti di quello per cui manifestano. Non possiamo meravigliarci se il loro discorso è un po' scomposto, visto che i discorsi scomposti della classe dirigente non ci meravigliano mai». Oggi Olmi è stato ospite al carcere minorile Beccaria per introdurre alla lettura i giovani detenuti: il tutto nell'ambito della V edizione della Società di lettura, organizzata dal Liceo Volta di Milano.
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Non solo studenti ...

Il caso: ultraottantenni iscritti alle elementari per salvare l'isituto.

Una trentina di ultraottantenni si sono iscritti alle elementari per evitare la chiusura della scuola per mancanza di alunni. L’iniziativa e’ degli amministratori di Acquaformosa, un comune italo-albanese con 1.200 abitanti, in provincia di Cosenza. Con pochi alunni la scuola, per effetto del decreto Gelmini, sarebbe stata soppressa.
(Ansa)



Opinioni ...

Il mostro unico
di Stefano Benni

Cari studenti facinorosi, sono la vostra amata ministra Gelmini.
Dopo il cinque in condotta e il maestro unico, ho una nuova idea che potrà risollevare la scuola italiana.
Da dove inizia l’istruzione? Dall’asilo. E proprio qui bisogna intervenire, perché i bambini diventino obbedienti e ligi al dovere.
E le favole, con la loro sovrabbondante fantasia e il loro dissennato spreco di personaggi, li allontanano dal sano realismo e dal doveroso conformismo e alimentano il pericolo del fuori tema, della deboscia, della droga e del bullismo facinoroso.
Perciò per decreto legge istituisco il Mostro Unico.
Sarà proibito leggere favole che contengano più di un mostro o di un cattivo, con relativo aggravio per la spesa pubblica, e soprattutto si dovrà, in ogni fiaba, sottolineare la natura perversa, facinorosa e vetero-comunista di questo mostro.
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domenica 2 novembre 2008

E poi cosa si farà?

Cosa fare e come continuare la protesta dopo il grande sciopero del 30 ottobre?
C'è chi parla di referendum, chi di continuare le proteste.

Qualche Suggerimento?
Discutiamone insieme sul FORUM
l'accesso è libero previa registrazione

Gelmini anche alla materna!

Maestro unico e niente tempo pieno.
Perchè nessuno lo dice?


Nessuno parla della scuola materna. Neppure il ministro si è soffermato sul tema nelle numerose interviste rilasciate. Riporto quindi l'articolo del Piano Programmatico che riguarda le Scuole dell'Infanzia.

Leggi il seguito dell'articolo di Roberta Lerici
sul Sito "bambini coraggiosi"

Ragazzi allegri e burattini di legno

Commento di Eugenio Scalfari su Repubblica

Che stia avvenendo qualche cosa di nuovo nel paese Italia, nel paese Europa e in tutto il mondo è sotto gli occhi di tutti. Qualche cosa di profondamente nuovo.
Giulio Tremonti lo ha detto due giorni fa parlando nella riunione celebrativa del risparmio. "Non è soltanto una discontinuità, ma qualche cosa di molto più profondo" ha detto con voce sommessa e quasi parlando a se stesso.

Ed ha aggiunto: "Dobbiamo portare al primo posto l'etica e puntare sui valori e non sugli interessi". Sembrava di ascoltare Ugo La Malfa. Quasi quasi me lo sarei abbracciato. Ma poi mi è venuto in mente che gli stessi concetti, in forma magari più disadorna, erano stati enunciati dalla figlia di Berlusconi, non quella entrata nei giorni scorsi nel consiglio d'amministrazione di Mediobanca che sull'etica pecca un po' per difetto, ma la figlia più giovane.

C'è stato un passaparola? Folgorazioni di massa sulla via di Damasco? Le anime belle sono finalmente la maggioranza del paese?
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Gelmini ... tranquilli, è solo l'inizio!

PROPOSTA DI LEGGE
d'iniziativa del deputato APREA
Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti
Presentata il 12 maggio 2008

Onorevoli Colleghe e Colleghi! - La riforma degli organi di governo delle istituzioni scolastiche, anche alla luce della riforma della pubblica amministrazione e dell'autonomia, richiamata, peraltro, nel testo della parte seconda, titolo V, e, in particolare, dell'articolo 117, come modificato dalla legge costituzionale n. 3 del 2001, è ormai indifferibile: da ben tre legislature il Parlamento pone all'ordine del giorno questa riforma senza riuscire a portarla a termine, nonostante i numerosi progetti di legge presentati da tutte le forze politiche e le tante sollecitazioni provenienti dal mondo della scuola.
Con la presente proposta di legge si intende proporre un modello che punti a trasformare radicalmente il governo delle istituzioni scolastiche, che si presenta, ancora oggi, caratterizzato da elementi che non colgono i cambiamenti costituzionali e le innovazioni sulle norme di governo delle istituzioni scolastiche sia amministrative che didattiche.
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leggi la proposta di legge completa.

Leggi anche il commento fatto dalla FLCcgil

Leggi anche articolo da ScuolaOggi

Anche la scuola dell'infanzia dice NO!

Anche nella scuola dell'infanzia meno tempo scuola, maestro unico e doppi anticipi!

Della scuola dell'infanzia il ministro non parla lasciando intendere che questo segmento non sarà toccato dai tagli e dai provvedimenti del piano attuativo dell'art. 64 del decreto 112/08. Ma non è affatto così! Quello che si prospetta è un attacco inaudito alla scuola delle bambine e dei bambini più piccoli, in continuità con il disegno di destrutturazione del sistema di istruzione pubblico che ispira ogni provvedimento di questo governo di destra.

L'applicazione del piano programmatico comporterà uno stravolgimento dell'attuale scuola dell'infanzia: si cancella un ottimo modello didattico ed organizzativo - ormai consolidato negli ultimi 20 anni e riconosciuto come tra i migliori al mondo; si interviene su tutta la fascia di età 0-6 calpestando i diritti dei più piccoli, la professionalità del personale e le vere esigenze delle famiglie.

Leggi in sintesi gli interventi previsti

le regioni dicono no al commissariamento

Mentre si svolgeva la splendida manifestazione, che ha invaso pacificamente le strade di Roma, oltre che di tante altre città, anche le Regioni, nella Conferenza dei Presidenti, ieri hanno alzato ufficialmente la propria voce, confermando il proprio no al loro commissariamento, in caso non rispettassero il termine del 30 novembre prossimo per ridefinire la presenza delle scuole nel proprio territorio.

E’ sicuramente un grave sgarbo istituzionale quello perpetrato dal Governo nei confronti delle Regioni, informate della decisione del Governo dalla lettura del provvedimento, come un normale cittadino, pur avendo da sempre competenza in materia.

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