L'articolo 33 della Costituzione dice(va): L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.La Repubblica detta le norme generali sulla istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali. E' prescritto un esame di Stato per la ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l'abilitazione all'esercizio professionale. Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato
L'articolo 34 della Costituzione dice(va): la scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.
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venerdì 31 ottobre 2008
giovedì 16 ottobre 2008
APPELLO DI UNA MAMMA a Gelmini e Berlusconi
Il mio è un appello pubblico. Da sostenitrice dell’attuale governo e madre, Le chiedo di fornirci dei lumi sul DDL che lei ha recentemente proposto ed è stato, quindi, approvato.
Perché, vede, per quanto le sue parole siano rassicuranti, esistono delle contraddizioni tra ciò che viene detto e la previsione circa le modalità di applicazione, che lasciano quanto meno interdetti.
Veniamo ai punti.
a) il maestro unico/tempo pieno.
Per quanto sia d’accordo in linea di principio, non si capisce come potrà un insegnante unico ricoprire le otto ore quotidiane avendone a disposizione solo quattro. Capisco che per lei potrà apparire secondario il tempo pieno, ma esso assicura a dei genitori lavoratori la tranquillità che i propri figli vengano seguiti adeguatamente. Perché, sa, l’idea del maestro unico può apparire nostalgico se essa viene applicata ricordando i bei tempi andati. Tempi in cui, nella maggior parte dei casi, ricorderà, era la madre a ricoprire il ruolo di educatrice di supporto alla scuola, nelle ore pomeridiane. Oggi entrambi i genitori lavorano e spesso non esiste famiglia a supporto nella gestione dei figli. Chi può, quindi, seguirli adeguatamente, se non il personale insegnante formato perché ciò venga fatto nel migliore dei modi!?
Ora, nelle continue Sue dichiarazioni che rimbalzano di quotidiano in quotidiano, sentiamo confermare l’esistenza del tempo pieno, ma, forse per un nostro limite, di fatto non si capisce come potrà avvenire, dal momento che contemporaneamente è anche previsto un taglio del personale docente. Non lo capiamo noi genitori, non lo capiscono gli insegnanti (in preda al panico per il proprio posto di lavoro), non lo capiscono i dirigenti scolastici che, fino ad ora, si sono limitati a “leggere” il DDL…..
b) scuola di qualità.
Ho 41 anni e, credo, se la memoria non mi inganna, che siano almeno 20 anni che ogni nuovo Ministro della Pubblica Istruzione, parli di volere una scuola di qualità. Eppure negli anni si è andati peggiorando, non so se nei metodi didattici (io sono una madre, quindi non posso giudicare), ma nei risultati che tutti possono percepire attraverso la preparazione dei nostri giovani. A parte la lingua italiana che credo si sia persa nei meandri degli sms e delle e-mail, ma il VALORE della conoscenza e dell’approfondimento è oramai definitivamente sostituito da una paginetta di Wikipedia scaricata da internet. (wikipedia, nel caso non lo sapesse, è una sorta di enciclopedia virtuale dove può trovare ogni tipo di informazione. L’attuale Bignami dei nostri tempi…..potremmo dire).
Ecco, mi sfugge come si possa attuare una scuola di qualità, riducendo posti di lavoro, lasciando la prerogativa della selezione alle graduatorie, affidandoci a cooperative esterne che, per quanto valide, rappresentano comunque una provvisoria e marginale presenza educativa. Perché è a loro, pare, che verranno affidate quelle ore che il corpo insegnante non potrà ricoprire. E si può solo immaginare a chi verranno addebitati i costi di tali cooperative.
Dov’è la qualità, quindi?! Non sarebbe preferibile cominciare a fare una VERA selezione qualitativa ed aggiornare gli insegnanti, invece di ridurli, a prescindere da qualunque valutazione della loro professionalità!?
c) ridurre i costi della scuola.
Bene, sono d’accordo. La PA va ripulita degli sprechi. E dove si comincia?! Dalla scuola!….Sono interdetta. E’ l’unico strumento con il quale potremmo arricchire il nostro futuro, attraverso la preparazione dei nostri figli. E’ l’unico DOVERE / DIRITTO ancora in vita che va sostenuto e non perso (ad esempio, come il voto….oramai è un valore che abbiamo abbandonato via via lungo le continue disillusioni subite da noi cittadini). Ammesso che vi siano degli sprechi, eliminiamoli: controlliamo le spese, verifichiamo i singoli distretti, alitiamo sulle spalle di chi non svolge con correttezza il proprio lavoro, approfittando di privilegi e silenzi.
Ma, mi chiedo, com’è possibile che vi sia un esubero di insegnanti se spesso alcuni di questi sono costretti a fare straordinari per sopperire ad assenze dei colleghi; com’è possibile che esistano dei bambini a cui è dovuto il sostegno, ma che non hanno un docente di sostegno perché “manca”; com’è possibile che i nostri ragazzi perdano costantemente ore preziose di lezione, in mancanza della designazione dell’insegnante; com’è possibile che esistano insegnanti passionali ed innamorati del proprio lavoro da dedicarvisi a tempo pieno, ed insegnanti completamente indifferenti e superficiali, innamorati dell’orologio che segna la fine delle lezioni!? Non è forse in questi che va ricercato “lo spreco”, piuttosto che creare danni ai nostri figli!?
E non è, Le assicuro, che si riducano i costi chiudendo le scuole con meno di 300 alunni. Perché in questo modo lo Stato, invece di tutelare, andrà a colpire proprio quelle famiglie più disagiate che vivono in luoghi sperduti di montagna, in isole piccolissime, in luoghi difficilmente raggiungibili che per far studiare i loro figli saranno costretti a percorrere chilometri e alla lunga, Le chiedo, chi ne avrà la peggio!? Non certo lo Stato, ma sempre e comunque noi cittadini a cui il diritto all’istruzione è un diritto sancito della costituzione.
La invito, in conclusione, a fornirci maggiori dettagli circa il futuro dei nostri figli. A spiegarci i COME, oltre ai PERCHE’ e soprattutto a spiegarlo chi avrà il dovere di far rispettare la legge. In nome di quella tanto decantata collaborazione “scuola/famiglie” cominci Lei col dare il buon esempio: collabori al fine di renderci la vita meno complicata di quanto non lo sia già.
Ed ora, Presidente Berlusconi, mi rivolgo a Lei, per finire. La prego, eviti che si vadano ad aumentare le fila delle manifestazioni di protesta, strumentalizzate da una certa area politica. Noi genitori non abbiamo sindacati o associazioni che possano rappresentarci adeguatamente. Non è contemplato lo sciopero, non ce lo possiamo permettere. Il nostro è un lavoro a tempo pieno di pubblica utilità, senza orario settimanale o straordinario che ci supportino. La prego, in nome di quella fiducia che molti di noi elettori Le hanno affidato, non riduca la scuola ad un “normale” ufficio della pubblica amministrazione. Semmai, che dirLe, vada a scavare nelle opere pubbliche mai finite, nello spreco degli stipendi “gonfiati”, negli onorari dei consulenti che “non si consultano”, ma salvi la NOSTRA scuola. Faccia in modo che sia in grado di produrre ancora menti eccellenti, eliminando ciò che la rende negativa e dando gli strumenti giusti a chi ha nel cuore la capacità di dare ai nostri figli il meglio della cultura italiana: curiosità, genialità e sapere.
Grazie per l’attenzione.
Daniela Di Santo
Perché, vede, per quanto le sue parole siano rassicuranti, esistono delle contraddizioni tra ciò che viene detto e la previsione circa le modalità di applicazione, che lasciano quanto meno interdetti.
Veniamo ai punti.
a) il maestro unico/tempo pieno.
Per quanto sia d’accordo in linea di principio, non si capisce come potrà un insegnante unico ricoprire le otto ore quotidiane avendone a disposizione solo quattro. Capisco che per lei potrà apparire secondario il tempo pieno, ma esso assicura a dei genitori lavoratori la tranquillità che i propri figli vengano seguiti adeguatamente. Perché, sa, l’idea del maestro unico può apparire nostalgico se essa viene applicata ricordando i bei tempi andati. Tempi in cui, nella maggior parte dei casi, ricorderà, era la madre a ricoprire il ruolo di educatrice di supporto alla scuola, nelle ore pomeridiane. Oggi entrambi i genitori lavorano e spesso non esiste famiglia a supporto nella gestione dei figli. Chi può, quindi, seguirli adeguatamente, se non il personale insegnante formato perché ciò venga fatto nel migliore dei modi!?
Ora, nelle continue Sue dichiarazioni che rimbalzano di quotidiano in quotidiano, sentiamo confermare l’esistenza del tempo pieno, ma, forse per un nostro limite, di fatto non si capisce come potrà avvenire, dal momento che contemporaneamente è anche previsto un taglio del personale docente. Non lo capiamo noi genitori, non lo capiscono gli insegnanti (in preda al panico per il proprio posto di lavoro), non lo capiscono i dirigenti scolastici che, fino ad ora, si sono limitati a “leggere” il DDL…..
b) scuola di qualità.
Ho 41 anni e, credo, se la memoria non mi inganna, che siano almeno 20 anni che ogni nuovo Ministro della Pubblica Istruzione, parli di volere una scuola di qualità. Eppure negli anni si è andati peggiorando, non so se nei metodi didattici (io sono una madre, quindi non posso giudicare), ma nei risultati che tutti possono percepire attraverso la preparazione dei nostri giovani. A parte la lingua italiana che credo si sia persa nei meandri degli sms e delle e-mail, ma il VALORE della conoscenza e dell’approfondimento è oramai definitivamente sostituito da una paginetta di Wikipedia scaricata da internet. (wikipedia, nel caso non lo sapesse, è una sorta di enciclopedia virtuale dove può trovare ogni tipo di informazione. L’attuale Bignami dei nostri tempi…..potremmo dire).
Ecco, mi sfugge come si possa attuare una scuola di qualità, riducendo posti di lavoro, lasciando la prerogativa della selezione alle graduatorie, affidandoci a cooperative esterne che, per quanto valide, rappresentano comunque una provvisoria e marginale presenza educativa. Perché è a loro, pare, che verranno affidate quelle ore che il corpo insegnante non potrà ricoprire. E si può solo immaginare a chi verranno addebitati i costi di tali cooperative.
Dov’è la qualità, quindi?! Non sarebbe preferibile cominciare a fare una VERA selezione qualitativa ed aggiornare gli insegnanti, invece di ridurli, a prescindere da qualunque valutazione della loro professionalità!?
c) ridurre i costi della scuola.
Bene, sono d’accordo. La PA va ripulita degli sprechi. E dove si comincia?! Dalla scuola!….Sono interdetta. E’ l’unico strumento con il quale potremmo arricchire il nostro futuro, attraverso la preparazione dei nostri figli. E’ l’unico DOVERE / DIRITTO ancora in vita che va sostenuto e non perso (ad esempio, come il voto….oramai è un valore che abbiamo abbandonato via via lungo le continue disillusioni subite da noi cittadini). Ammesso che vi siano degli sprechi, eliminiamoli: controlliamo le spese, verifichiamo i singoli distretti, alitiamo sulle spalle di chi non svolge con correttezza il proprio lavoro, approfittando di privilegi e silenzi.
Ma, mi chiedo, com’è possibile che vi sia un esubero di insegnanti se spesso alcuni di questi sono costretti a fare straordinari per sopperire ad assenze dei colleghi; com’è possibile che esistano dei bambini a cui è dovuto il sostegno, ma che non hanno un docente di sostegno perché “manca”; com’è possibile che i nostri ragazzi perdano costantemente ore preziose di lezione, in mancanza della designazione dell’insegnante; com’è possibile che esistano insegnanti passionali ed innamorati del proprio lavoro da dedicarvisi a tempo pieno, ed insegnanti completamente indifferenti e superficiali, innamorati dell’orologio che segna la fine delle lezioni!? Non è forse in questi che va ricercato “lo spreco”, piuttosto che creare danni ai nostri figli!?
E non è, Le assicuro, che si riducano i costi chiudendo le scuole con meno di 300 alunni. Perché in questo modo lo Stato, invece di tutelare, andrà a colpire proprio quelle famiglie più disagiate che vivono in luoghi sperduti di montagna, in isole piccolissime, in luoghi difficilmente raggiungibili che per far studiare i loro figli saranno costretti a percorrere chilometri e alla lunga, Le chiedo, chi ne avrà la peggio!? Non certo lo Stato, ma sempre e comunque noi cittadini a cui il diritto all’istruzione è un diritto sancito della costituzione.
La invito, in conclusione, a fornirci maggiori dettagli circa il futuro dei nostri figli. A spiegarci i COME, oltre ai PERCHE’ e soprattutto a spiegarlo chi avrà il dovere di far rispettare la legge. In nome di quella tanto decantata collaborazione “scuola/famiglie” cominci Lei col dare il buon esempio: collabori al fine di renderci la vita meno complicata di quanto non lo sia già.
Ed ora, Presidente Berlusconi, mi rivolgo a Lei, per finire. La prego, eviti che si vadano ad aumentare le fila delle manifestazioni di protesta, strumentalizzate da una certa area politica. Noi genitori non abbiamo sindacati o associazioni che possano rappresentarci adeguatamente. Non è contemplato lo sciopero, non ce lo possiamo permettere. Il nostro è un lavoro a tempo pieno di pubblica utilità, senza orario settimanale o straordinario che ci supportino. La prego, in nome di quella fiducia che molti di noi elettori Le hanno affidato, non riduca la scuola ad un “normale” ufficio della pubblica amministrazione. Semmai, che dirLe, vada a scavare nelle opere pubbliche mai finite, nello spreco degli stipendi “gonfiati”, negli onorari dei consulenti che “non si consultano”, ma salvi la NOSTRA scuola. Faccia in modo che sia in grado di produrre ancora menti eccellenti, eliminando ciò che la rende negativa e dando gli strumenti giusti a chi ha nel cuore la capacità di dare ai nostri figli il meglio della cultura italiana: curiosità, genialità e sapere.
Grazie per l’attenzione.
Daniela Di Santo
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