domenica 16 novembre 2008

La scuola vista con gli occhialini del contabile

Cosimo De Nitto

I governi prima

Da anni i dibattiti sulla scuola, da parte dei governi, cominciano così: nella scuola ci sono troppi insegnanti, il deficit pubblico non permette questi sperperi, negli altri Paesi europei il rapporto insegnanti-alunni è più alto, bisogna aumentare gli alunni per classe, diminuire le classi e gli insegnanti, diminuire le scuole, l’azienda Italia non ce la fa più (a causa della scuola?), bisogna razionalizzare, dimensionare, ridurre drasticamente gli sprechi.

La grande stampa

Da anni la stampa, la cosiddetta grande stampa, Repubblica e Corriere della Sera in testa, fa da sponda alle campagne governative dando risalto esorbitante a episodi di cronaca negativi, solo quelli però, perché gli episodi positivi, si sa, non fanno notizia. In questo modo fanno montare un’opinione pubblica negativa sulla scuola, che ormai viene descritta come uno scatafascio sgarrupato che “rovina” (termine usato da Tremonti, Gelmini, Bossi) generazioni di studenti, al limite del linciaggio morale e professionale dell’intera categoria degli insegnanti. Si nascondono dietro il diritto di cronaca e trascurano, colpevolmente, il dovere di dare sempre una rappresentazione equilibrata della realtà, non sbilanciata, una sorta di par condicio dell’informazione. Si fa finta di non sapere che la stampa e l’informazione in generale hanno anche il compito, che lo si voglia o no, di “formare” la coscienza critica e la cittadinanza.

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C'era una volta ... la scuola

Comitato per la scuola - genitori di Melegnano

C’era una volta…, e c’è tuttora (almeno per ora), la scuola pubblica.
E’ la scuola della progettualità, in cui l’intenzionalità pedagogica permea ogni intervento didattico.
E’ la scuola della conoscenza, dove l’apprendimento passa attraverso l’esperienza e la riflessione su di essa.
E’ la scuola come contesto in cui sviluppare il pensiero critico, ragionando sulla complessità delle proposte e delle offerte.
E’ la scuola dell’accoglienza, dove ogni bambino può sentirsi ben voluto.
E’ la scuola della socializzazione, dove l’incontro con l’altro e col diverso diventa risorsa per una crescita autentica.
E’ la scuola del tempo pieno, inteso non come mera custodia dei bambini in uno spazio garantito, bensì tempo dotato di senso, perché contenuto in un progetto educativo e didattico strutturato e condiviso.
E’ la scuola intesa come realizzazione della volontà democratica di offrire a ciascun bambino pari opportunità di crescita.

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sabato 15 novembre 2008

Non solo Roma e Milano ...

La mobilitazione è ovunque e ovunque se ne parla in maniera costruttiva ... qui, ad esempio, siamo ad Alghero!

«Il problema fondamentale che la mobilitazione è riuscita a chiarire è quello dell’equità sociale – ha precisato il Preside della Facoltà di Architettura Giovanni Maciocco - Se nel medioevo si aveva paura e vergogna di non diventare come i genitori, se nel rinascimento regnava il timore di non riuscire nel proprio intento o progetto, oggi la paura fondamentale è quella di venire esclusi. Per questo io oggi sono affascinato dal poter contribuire al miglioramento non solo dell’Università ma dell’intero sistema educativo – ha aggiunto Maciocco - grazie a questa sperimentazione che stiamo facendo ad Alghero, unica in Italia, forse al mondo».

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“Una scuola pubblica, dall’asilo nido all’università adeguatamente finanziata, moderna e consapevole del passato; una scuola pubblica senza privilegi; una scuola “aperta a tutti” come dice la Costituzione Italiana”. Questo era il manifesto che introduceva l’assemblea di ieri pomeriggio dal titolo “Cronaca di una morte annunciata”. Nella grande sala conferenze della chiesa di San Francesco non c’era un posto a sedere, anzi la gente era numerosa anche in piedi. A chi accusa gli studenti di voler solo “marinare” le ore di didattica, la risposta è di una partecipazione costante a tutti gli eventi organizzati, una consapevolezza matura di chi sa che si sta giocando il proprio futuro.

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Continuiamo a scrivere ... facciamoci sentire!

13 novembre 2008
Ci siamo riconosciuti in tanti nella lettera di Cinzia Micoli che riassume il pensiero di tante mamme milanesi: anche noi crediamo nella necessità di un investimento sul futuro dei bambini e mettere in crisi il tempo pieno ci sembra un grosso errore. Se qualcosa si può ancora fare oggi dipende dai genitori, dalla passione e dalla sensibilità di chi crede in un modello educativo che funziona e va difeso. Noi continueremo a raccogliere le mail, sul Corriere e nel forum di Vivimilano online.
Giangiacomo Schiavi

SULLA SUA RUBRICA G. SCHIAVI RACCOGLIE L'APPELLO DI CHI NON E' FAVOLREVOLE ALLA LEGGE GELMINI, INVITO QUINDI TUTTI A CONTINUARE SCRIVERE PER COMUNICARE IL NOSTRO DISSENSO!
gschiavi@rcs.it

la lombardia in parte si accorda ... e le altre regioni?

In Lombardia non verra' chiusa nessuna scuola e il tempo pieno continuera' ad essere assicurato a tutti quelli che lo richiedono. Sono i risultati dell'accordo raggiunto con il Governo, dopo il lavoro di queste settimane, resi noti oggi dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. "Abbiamo condiviso con il ministro Gelmini -ha detto Formigoni- la necessita' di un intervento razionalizzatore, che comunque potra' riguardare la Lombardia solo in misura molto esigua, e che e' stato a buon conto rinviato all'anno prossimo".

Secondo Formigoni sono infatti percentualmente pochissime, poco piu' dell'1% le situazioni di strutture sottodimensionate, quindi difformi dai nuovi parametri, su cui intervenire: 25 "autonomie" (le ex direzioni-didattiche) su 1305, cioe' il 1,3% e 76 "plessi", cioe' scuole, su 5000 (1,5%). I parametri nazionali prevedono che possa esserci una dirigenza (quindi un'autonomia) con almeno 500 studenti (o 300 nelle zone di montagna).

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Festa dei diritti dei bambini al Trotter

20 novembre 1989 L’ONU APPROVA LA
CONVENZIONE DEI DIRITTI DELL’INFANZIA
Ratificata dall’Italia con legge 176 del 1991

Articolo 28. Gli Stati parti riconoscono il diritto del fanciullo all'educazione… rendono l'insegnamento primario obbligatorio e gratuito per tutti;

Sabato 22 e Domenica 23 Novembre

PARCO TROTTER A MILANO

CRESCERE DIRITTI
GRANDE FESTA DEI DIRITTI DI TUTTI I BAMBINI


Scarica il programma
(account name e password ambedue vivalascuola)

La marcia dei bambini


Domenica 23 Novembre 2008


9° MARCIA PER I DIRITTI DEI BAMBINI
E DEI RAGAZZI


Milano - Giardini di Porta Venezia
(Area Planetario - MM1 Porta Venezia)

Attività dalle ore 10,30.
Ritrovo ore 14,30 partenza ore 16,15


Arrivata alla nona edizione, la Marcia richiama centinaia di bambini, bambine, ragazzi e ragazze che, accompagnati da genitori, parenti, educatori e amici sfilano per le vie del centro con un percorso allegro, pieno di suoni e colori. La Marcia, aperta da una parata di clown, giocolieri e trampolieri, è la festa per celebrare la Convenzione Internazionale per i Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza, giunta al suo diciannovesimo anniversario. Ritrovo e partenza nei Giardini Pubblici di Porta Venezia (Area dietro il Planetario- MM1 Porta Venezia), si snoderà nelle vie del centro cittadino, per concludersi in Piazza San Babila.

Programma


La piazza dei bambini

In occasione della celebrazione della
19a Giornata internazionale per i diritti dei bambini e dei ragazzi

ARCIRAGAZZI e UNICEF organizzano

LA PIAZZA DEI BAMBINI
LA SETTIMANA SOTTO IL TENDONE


Da lunedì 17 al 23 Novembre

Giardini Pubblici di Porta Venezia
Area dietro il Planetario (MM1 Porta Venezia)


Nella Settimana dal 17 al 23 Novembre a Milano, verranno organizzati all’interno di un tendone attrezzato e riscaldato, laboratori, incontri e giochi, al fine di riflettere insieme sull’importanza dei diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza e sulla loro applicazione. Attività aperte e gratuite, mattino riservato alle Scuole dell’obbligo su iscrizione.

Programma


La parola ai bambini

“Con 3 almeno un maestro buono lo beccavi” (Ulisse 1000).
“È meglio avere più consigli, più punti di vista, più aiuti” (Luca).
“È troppo faticoso per un unico maestro insegnare tutte le materie” (Bolla96).
“Arrivi all’ultima ora che non ce la fai più a vedere sempre la stessa faccia” (Julieta).
“È bello farsi sgridare in modi diversi” (Matteo)
“Vuoi mettere la soddisfazione nel sentirti dire “ottimo” al posto di un freddo 10?” (Pan).
“I voti danno più soddisfazione” (Vale).
“Chi inizia con 3, poi prende 5 e alla fine 8, è molto diverso da chi prende 8, 5 e 3. La media è la stessa ma va premiato l’impegno” (Simone).
“Anche se è intelligente, non è giusto promuovere un maleducato” (Ale 97).
“A scuola va insegnato anche il comportamento, come le altre materie” (Dickpiercing).
“Se uno ha dei problemi va aiutato non solo punito” (Mary).
“Il voto in condotta può andar bene, ma bisogna guardare più in profondità. Se viene imposta una regola per i ragazzi diventa una sfida non rispettarla. È inutile dire “vietato dipingere sui muri”. Bisogna invece dipingerli ma tutti insieme: se senti che i muri sono anche tuoi non li rovini” (Adele)…

In occasione della Marcia per i diritti dei bambini, il 23 novembre a Milano, il mensile Focus Junior organizza un talk show per i più piccoli sulle novità della legge Gelmini

Quando: Domenica 23 novembre, h. 11.30
Dove: Giardini pubblici di via Palestro (MM1 Palestro)
Per informazioni: Focus Junior 02 76210412 - Arciragazzi, tel. 02 54178240


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sulla cresta dell'ONDA

venerdì 14 novembre 2008

L'onda inarrestabile

Roma

Milano

Sassari

Madrid

Obiettivi raggiunti. Un corteo massiccio e pacifico, una protesta convinta e colorata, l'assedio di Montecitorio, del Senato, niente provocazioni né frizioni. "L'onda non si arresta, il potere non si acquista" hanno scandito ancora una volta le migliaia di universitari che hanno manifestato a Roma contro la riforma. Duecentomila, forse di più per gli organizzatori, trentamila secondo la Questura. Ma Berlusconi, da Washington, commenta: "Una manifestazione certamente molto inferiore alle aspettative". Confermando che quei ragazzi sono un nervo scoperto per il governo che probabilmente non si aspettava una reazione così compatta e matura ai suoi provvedimenti.

Leggi la cronaca della giornata di protesta a Roma

A Milano e nelle altre città

scriviamo al Corriere!

Questa la risposta ad una lettera arrivata alla rubrica di Giangiacomo Schiavi su Corriere.it

Cara Cinzia, contano ancora gli appelli? Al suo aggiungo il mio, al ministro Gelmini: riconsideri la questione del tempo pieno dove funziona, non cancelli una realtà apprezzata dal 90 per cento dei genitori di Milano e della provincia. Passare al doposcuola (gestito dai Comuni) è un ritorno al passato, un passo indietro educativo. Purtroppo chi difende il tempo pieno in Italia è una minoranza: ma la battaglia è giusta. E per una buona ragione chi vuole sottoscrivere l’appello lo faccia anche da questa rubrica: i bambini sono il futuro.



INVITO TUTTI A SCRIVERE PER COMUNICARE IL NOSTRO DISSENSO
gschiavi@rcs.it

qui l'articolo sulle nostre lettere