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giovedì 12 febbraio 2009

LE CONTEMPORANEITA’ NON VENGONO “ABOLITE”, PAROLA DI DUTTO!

A proposito del tempo pieno e del fatto che nella circolare si specifichi che non ci sono le compresenze

A proposito del tempo pieno e del fatto che nella circolare si specifichi che non ci sono le compresenze, Dutto, avallando la preparazione dei dirigenti scolastici che sottolineano l’improrogabilità di far deliberare i Collegi dei Docenti sulla finalità didattiche e pedagogiche delle ore di contemporaneità, garantendole agli alunni dai tagli d’organico, dice:
” Si dice senza compresenze, questo non per abolire i momenti, diciamo, di presenza dei due insegnanti, ma per richiedere che queste compresenze siano finalizzate esplicitamente, cioè mentre prima erano un dato, come dire, garantito, o comunque che poi la scuola gestiva, oggi, anche perché è difficile altrimenti organizzare il servizio scolastico tenendo conto della presenza di due insegnanti, quelle quattro ore in più o le ore che derivano magari dalla presenza dell’insegnante di inglese come specialista o dell’insegnante di religione, queste devono essere esplicitamente finalizzate; quindi, diciamo, una buona gestione da parte delle scuole consente di mantenere l’idea del tempo pieno come progetto educativo e non semplicemente come orario 40 ore, questa è la nostra posizione.”

Alla domanda relativa ai moduli integrativi presentati dai genitori in aggiunta a quelli deliberati dai Consigli d'Istituto“Questi moduli in cui si chiede la compresenza e che possono essere protocollati, hanno un valore?” Dutto risponde:
“Questi sono altri moduli con cui la scuola raccoglie le scelte e le preferenze dei genitori, quindi se ci sono altre informazioni o altre richieste, la scuola deciderà, valuterà.”

Relativamente alla scelta del modello orario nel modulo di iscrizione approvato nelle singole scuole, Dutto, smentendo completamente le rassicurazioni della Gelmini, dice che alla fine le richieste dei genitori devono fare i conti con il tempo scuola presente nei POF e con gli organici che alla fine verranno comunicati agli istituti :
“Questa non è la scelta dei genitori del modello, è una preferenza che il genitore esprime, questo consentirà alle scuole, una volta che ricevono gli organici assegnati all’istituto, di decidere qual è l’offerta formativa reale."

Riguardo al modulo di iscrizione allegato alla circolare, Dutto dice:
“Abbiamo dato un modello a titolo meramente indicativo, ci mancherebbe che andassimo oltre l’autonomia delle scuole.”

Dall'intervista rilasciata a “RepubblicaTV”

sabato 20 dicembre 2008

il primato dei bimbi italiani figli delle 'vecchie' elementari

La scuola elementare italiana consolida il suo primato internazionale. La conferma arriva dal rapporto Timss 2007 (Trend in international Mathematics and Science study): l'indagine che misura le competenze in Matematica e Scienze degli alunni al quarto e all'ottavo anno di scolarità. L'edizione 2007 del Timss riporta i dati relativi agli alunni di 59 paesi distribuiti nei 5 continenti e, per l'Italia, fa il paio con i confortanti risultati di un'altra indagine internazionale: il Pirls 2006 (Progress in international reading literacy study), che indaga sulla comprensione della Lettura dei bambini al quarto anno di scolarità.

I dati sono stati diffusi pochi giorni fa e assumono una particolare importanza nel nostro Paese in vista della soppressione del cosiddetto "modulo" (tre insegnanti su due classi) alla scuola primaria varato dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Infatti, gli importanti risultati conseguiti dalla scuola primaria italiana sembrano proprio essere figli proprio del Modulo che introdotto nel 1990 dal prossimo anno cesserà di esistere lasciando spazio ad un maestro "prevalente" che insegnerà nella stessa classe per 22 ore settimanali lasciando ad un secondo insegnante il completamento dell'orario a 24, 27, 30 o 40 ore settimanali.

segue>>>>

venerdì 19 dicembre 2008

Scompare il modulo. Resta il tempo pieno (ma quale?)

Di G. Gandola e F. Niccoli

Il Consiglio dei ministri ha approvato la bozza di schema di regolamento “Revisione dell’assetto ordinamentale, organizzativo e didattico della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione ai sensi dell’art.64 del Dl n.112/2008”, già presentata alle Regioni.
Questa volta occorre riconoscere che – per quanto riguarda la scuola primaria - molte nebbie si sono diradate e che le recenti dichiarazioni del ministro Gelmini hanno avuto un seguito. Ma vediamo di sottolineare, in sintesi, alcuni passaggi significativi.

1. Innanzi tutto è chiaro, in via definitiva, che “il tempo scuola della primaria è svolto secondo il modello dell’insegnante unico o prevalente che supera il precedente assetto del modulo e delle compresenze” (art.4, comma 3). Senza ombra di dubbio questo è il modello pedagogico di riferimento della scuola elementare. Si decreta pertanto la fine dell’organizzazione modulare, vale a dire del modello introdotto dalla legge di riforma n.148/1990, fondato sul gruppo docente e sulla suddivisione degli ambiti disciplinari.

2. C’è da rilevare, rispetto alle bozze precedenti, che questo vale non solo per le classi prime a.s. 2009/2010, ma anche per le altre classi. Le classi successive alla prima - dice il 4° comma dell’art.4 - funzionano secondo i seguenti modelli orari: a) 27 ore, secondo quanto previsto dal decreto lgs.n.59/2004 (Moratti), senza compresenze; b) 30 ore, comprensive delle attività opzionali-facoltative (decreto Moratti), senza compresenze e nei limiti dell’organico assegnato per l’a.s. 2008/2009. Questo vuol dire che in tutti i modelli orari, siano essi a 24, a 27 o a 30 ore, non essendo più previste le compresenze dei docenti, l’insegnante è unico e/o prevalente.
Di fatto il tempo scuola dei moduli (27-30 ore di scuola) resta ma cambia la sostanza, l’assetto organizzativo: non c’è più la pluralità docente, non c’è più il “modulo” (che attualmente riguarda il 75% delle classi di scuola elementare sul territorio nazionale). Questo è dunque il dato saliente, l’aspetto principale delle modifiche dell’assetto ordinamentale introdotte dal regolamento.

Segue sul sito di ScuolaOggi>>>


mercoledì 17 dicembre 2008

Iscrizioni anno scolastico 2009/10


CAMPAGNA ISCRIZIONI PER IL PROSSIMO ANNO SCOLASTICO

QUI

potete trovare tutto il materiale della campagna iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010


domenica 14 dicembre 2008

«Bene il dietrofront, masulmaestrounicononcedo»

È soddisfatto Mimmo Pantaleo, segretario generale Flc-Cgil, della giornata di ieri. Ha partecipato alla manifestazione di Messina che «è andata molto bene, nonostante la pioggia che ha isolato alcuni comuni siciliani impedendo in molti casi la partecipazione». E più in generale, malgrado non siano stati raggiunti i livelli di adesione del 30 ottobre scorso - «impossibili, dopo mesi di mobilitazioni» - «in tutte le manifestazioni d'Italia abbiamo registrato una buona presenza di Rsu, insegnanti e personale tecnico scolastico».

Dopo la retromarcia della ministra Gelmini - che lei nega accusando invece la sinistra di aver messo su una grande opera ingegneristica di mistificazione - era forse meno scottante la necessità di scendere in piazza?
No, anzi. Perché va assolutamente chiarito che quello di giovedì non era un verbale sottoscritto dai sindacati, non era un'intesa, ma solo il punto di vista che il governo ci ha presentato. I ministri Gelmini, Brunetta e Sacconi ci hanno ascoltato dopo averci illustrato le linee guida del piano programmatico della legge 133. Per noi è un punto di partenza, e va registrato che finalmente si è avviato un confronto col governo che su questo ha dovuto fare retromarcia: fino a qualche tempo fa dicevano che con il sindacato non si discuteva, che eravamo conservatori perché ci opponevano alle riforme del governo. È una svolta, frutto delle grandi mobilitazioni dei mesi scorsi.

Continua su il Manifesto>>>

sabato 13 dicembre 2008

Il modulo è morto e sepolto

Commento all'intervista su La stampa della Gelmini

Così ha sentenziato Mariastella Gelmini in una intervista a La Stampa (“Quante bugie! Nessun dietrofront sul maestro unico”, 12.12.2008). “Voglio essere chiara subito: il maestro unico resta. Chiaro? Anzi: resta “solo” il maestro unico. Il modulo dei tre docenti su due classi è morto e sepolto per sempre”.
Ora, è evidente il tentativo da parte del fronte governativo di nascondere lo stato di difficoltà in cui si è venuto a trovare dopo le ingenti manifestazioni di dissenso e di protesta di genitori, insegnanti e studenti. Alcuni parziali passi indietro sono stati fatti. Congelata la situazione sulle superiori. Ammessa, almeno a parole, l’assegnazione di due insegnanti per ogni classe di tempo pieno. Confermato il tempo di 40 ore nella scuola dell’infanzia. E via dicendo. Ma a queste parziali e non ancora ben definite aperture il ministro Gelmini ha voluto far seguire alcune precisazioni, ribadendo alcuni punti fermi.

Innanzi tutto si riafferma la fine del modulo nella scuola primaria. “Il “modulo” come è stato concepito fino ad oggi non c’è più” ha ribadito il ministro.
Questo conferma da un lato il fatto che - sul piano politico-ideologico - l’obiettivo di fondo è “tornare a prima del ‘68” (Tremonti), “smantellando gli ultimi quarant’anni” (Gelmini). In questo senso si colpisce al cuore l’idea forte della riforma del 1990, il “gruppo docente”, il team, il principio del lavoro cooperativo in équipe. Dall’altro si conferma – sul piano economico - che il grosso del risparmio, nella scuola primaria, dovrà derivare dall’abolizione dei moduli (il 75% delle classi sul piano nazionale) e dalla loro sostituzione con l’insegnante unico, con conseguente riduzione di organico.
Una cosa comunque è certa: la fine dell’organizzazione modulare nella scuola elementare. Su questo la Gelmini ha ragione.

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giovedì 20 novembre 2008

Una voce del Tempo [Modulo] che non ci sarà più ...


lettera a una Ministra

di Francesca Audino

Da quattro anni faccio la maestra. Insegno in due classi a tempo normale (il cosiddetto modulo che prevede tre insegnanti su due classi sul quale s’è accanita la Riforma) in una scuola del quartiere Garbatella. Le classi modulari hanno mediamente una ventina di alunni di cui circa un terzo composto da stranieri, bambini rom e bambini con famiglie svantaggiate. Sono arrivata a questo lavoro dopo una laurea in pedagogia e la vincita del concorso anche se, a livello di esperienza d’insegnamento, ho dovuto “arrangiarmi”sul campo. Mi ha giovato molto, di conseguenza, la possibilità di seguire progetti e laboratori didattici con professionisti interni ed esterni alla scuola. Dal prossimo anno queste possibilità, che richiedevano un organico più ampio e tempi scuola più distesi, non saranno più offerte. Anche le poche ore di compresenza e le riunioni con le mie colleghe del team mi hanno permesso di conoscere altri stili d’insegnamento e di confrontare impressioni sui bambini. I maestri unici non potranno più concertare la linea didattica con altri docenti e, cosa più grave, anche i bambini verranno giudicati solo da un’insegnante.

SEGUE>>>